Mattoscio indagato Ombre sui bilanci Saga

18 Gennaio 2017

Il presidente interrogato in procura: è accusato di false comunicazioni sociali Nel mirino degli inquirenti la compensazione tra debiti della società e crediti

PESCARA. C’è un’ombra sul bilancio della Saga. Un bilancio che sarebbe stato stilato con un obiettivo dichiarato: mostrare conti in ordine nella società per azioni che gestisce l’aeroporto di Pescara a fronte di perdite consistenti. È questo il sospetto della guardia di finanza e della procura di Pescara. Un sospetto che, per ora, è diventato un’accusa nei confronti dell’economista Nicola Mattoscio, presidente della Saga. Mattoscio è indagato per false comunicazioni sociali. Lunedì scorso, Mattoscio, 66 anni, è stato interrogato al 4° piano della procura dai due pm che conducono l’inchiesta, Anna Rita Mantini e Gennaro Varone. Mattoscio, con il suo eloquio forbito e le sue competenze di docente universitario e manager bancario, ha ribattutto all’accusa, ha spiegato che il bilancio 2015 della Saga rispetta ogni regola e ha annunciato che presenterà una memoria per replicare punto su punto alle contestazioni.

L’indagine del Nucleo di polizia tributaria della finanza, guidato dal comandante Michele Iadarola, ruota intorno ai bilanci della Saga, acronimo di Società abruzzese gestione aeroporto, costituita nel 1981 per la gestione dello scalo pescarese: bilanci che si reggono su finanziamenti pubblici. Perché la Saga è una spa partecipata quasi totalmente dalla Regione e da altri enti pubblici (99,99%), mentre il resto è detenuto dalla società Future Cleaning srl. Dal 13 febbraio 2008, la Saga è titolare di una concessione trentennale in virtù di una convenzione stipulata con l’Enac. E, per statuto, «la società intende concorrere allo sviluppo economico e sociale della regione, sviluppando la connettività aerea tra le aree di origine e destinazione del traffico e il proprio bacino d’utenza ed assicurando il rispetto di elevati standard qualitativi e di sicurezza dei servizi offerti a passeggeri, compagnie aeree e clienti in genere».

A mettere in moto l’inchiesta è stata una denuncia presentata da un ex componente del cda della Saga, il pilota Emidio Isidoro, lo stesso che nel 2009 ha salvato la vita a 240 passeggeri del volo AirOne Chicago-Roma: un esposto di decine di pagine, tra denuncia e allegati, considerato qualificato dagli inquirenti proprio perché giunto dall’interno della Saga, cioè un ex componente del consiglio di amministrazione. Nel documento, Isidoro parla di un presunto uso distorto dei fondi pubblici che sarebbero stati utilizzati non tanto per potenziare l’offerta dell’aeroporto ma per finanziare la compagnia low cost Ryanair; poi, Isidoro denuncia presunti errori nel bilancio e mancati interventi dopo una serie di ispezioni e osservazioni dell’Enac.

Dopo i primi passi della finanza, con l’acquisizione dei documenti contabili all’aeroporto tra agosto e settembre e il successivo esame, la procura ha nominato un consulente: si tratta di un commercialista che ha passato al setaccio il bilancio contestato. Ed è stato lui a indicare i possibili errori contenuti nell’atto: secondo il consulente dei pm, sarebbe stata fatta una compensazione tra crediti e debiti irregolare con il risultato di mostrare un bilancio in equilibrio a fronte di perdite consistenti. Sotto accusa è finito un tecnicismo contabile: perché, secondo gli inquirenti, le somme sarebbero corrette mentre scorretto sarebbe il loro abbinamento. Che avrebbe portato a fotografare in maniera distorta i conti della Saga.

Durante il confronto con i pm, Mattoscio, assistito dall’avvocato Augusto La Morgia, ha risposto alle domande e ha spiegato che nessun artificio è stato commesso: il presidente – indagato in qualità di rappresentante legale della società e non come estensore del bilancio che compete ai tecnici – ha difeso il bilancio della Saga. Un bilancio che ha ottenuto comunque il via libera dei revisori dei conti. Ora, con la versione di Mattoscio agli atti, la procura dovrà trarre le conseguenze: l’inchiesta potrebbe arrivare a un bivio tra un nuovo approfondimento oppure scivolare verso l’archiviazione.

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