Mattoscio, niente sala a D’Alfonso Ma scivola sulla data

14 Gennaio 2022

Dopo la lettera, il senatore del Pd fa il blitz nella fondazione Il presidente gli risponde solo via mail: la stanza è inagibile

PESCARA. Nicola Mattoscio nega la sala conferenze di Pescarabruzzo al senatore Luciano D’Alfonso. Ma il presidente di lungo corso della fondazione, finita nel mirino della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, scivola su una data. E il blitz del politico del Pd assume i contorni di un aneddoto, anzi del gossip. Ma andiamo con ordine.
Tutto parte dalla lettera di sfida che 48 ore fa D’Alfonso scrive a Mattoscio per chiedergli l’uso della sala conferenze della fondazione, in corso Umberto a Pescara. È chiaro come il Dem stia provocando la reazione del presidente in carica da un quarto di secolo al vertice di Pescarabruzzo. Infatti D’Alfonso, che da agosto chiede le dimissioni di Mattoscio, vuole tenere una conferenza stampa, lunedì prossimo alle 11, non in campo neutro ma in quello dell’avversario che, colto di sorpresa, caccia dal cilindro un no secco e lo motiva citando un atto dei vigili del fuoco di Pescara, un sopralluogo che ha dichiarato la non agibilità della stanza chiesta dal politico.
Per la seconda volta il presidente risponde ricorrendo a uno “stato di necessità”, a una “causa di forza maggiore”. Lo ha già fatto pochi giorni fa, davanti alla Commissione d’inchiesta, giustificando la sua rielezione al vertice di Pescarabruzzo come una scelta obbligata, perché la donna che l’ha sostituito sarebbe stata colpita dal long Covid. Ma torniamo a ieri, anzi a una data da tenere a mente, quella del sopralluogo dei vigili: 27 luglio del 2020.
A D’Alfonso non basta la richiesta fatta 48 ore fa per lettera. «Io ci vado di persona!», esclama, dopo aver telefonato alla fondazione, da dove lo mettono in attesa e infine gli rispendono «è fuori stanza».
«Ora ci vado!», esclama di nuovo il senatore Pd che, alle 12 di ieri, suona al campanello di Pescarabruzzo. Lo fanno entrare ma, dopo un po’, esce senza aver ottenuto nulla. Passano poche ore e Mattoscio gli manda la mail con cui gli nega la stanza per motivi di sicurezza. Ma gli esprime «il dispiacere della fondazione». Non è finita. Più tardi, D’Alfonso entra nel sito internet di Pescarabruzzo e, con stupore, scopre che in quella sala, negata da Mattoscio perché inibita dai vigili, il 9 dicembre 2021 veniva annunciato un convegno di storia. Era appena un mese fa.