Maturità, docenti interni per giudicare gli studenti

28 Marzo 2020

Il ministro Azzolina ha proposto il solo presidente di commissione esterno  Ecco il parere di quattro dirigenti scolastici abruzzesi sui possibili scenari 

PESCARA. «Sugli esami di Stato serve buon senso. Come detto in Senato, sono convinta che la soluzione migliore sia quella di avere una commissione esaminatrice formata da soli membri interni, più un presidente esterno». È uno dei passaggi che il ministro all’Istruzione, Lucia Azzolina (foto), ha ribadito nelle ultime ore aprendo alle novità che interesseranno i maturandi vista l’attuale situazione di emergenza. La proposta è quella di una commissione composta da sei membri interni – invece di tre interni e tre esterni – e un presidente che resta esterno. «Così facendo, i professori che in queste settimane stanno seguendo i ragazzi, potranno valutare gli esiti delle prove con la piena consapevolezza della preparazione effettivamente svolta. Allo stesso tempo, un presidente esterno si potrà fare garante della regolarità dell’intero percorso d’esame» ha spiegato il ministro. Resta il nodo legato al ritorno in classe, destinato a slittare ulteriormente. «Sicuramente si andrà oltre il 3 aprile, perché il nostro obiettivo è garantire che gli studenti tornino a scuola soltanto quando le autorità sanitarie ci diranno che è sicuro che possano tornare in aula. La salute degli studenti e di tutto il personale scolastico è prioritario». Azzolina ha inoltre annunciato 70 milioni di euro per dotare degli strumenti informatici gli studenti meno abbienti e sull’ipotesi della didattica a distanza protratta in piena estate, sono notizie «senza fondamento» ha riferito. «Se la didattica a distanza funziona non c’è alcun motivo di andare a luglio e agosto in strutture scolastiche che non sono adatte ad affrontare il clima estivo che abbiamo». Per il ministro fare degli scenari adesso «è irresponsabile perché noi dobbiamo guardare l’evoluzione sanitaria, epidemiologica, del Paese con molta razionalità e lucidità, da lì assumere le decisioni necessarie per il mondo della scuola. Il ministro poi rassicura sulla validità dell’anno scolastico, sia che si torni nelle prossime settimane sia che questo non avvenga. «È una situazione molto difficile per tutti», ha aggiunto Azzolina, «per i maturandi in particolare, e a loro dico che li aggiornerò sui provvedimenti che decideremo di prendere».
Un’attesa che coinvolge anche i dirigenti scolastici, i quali seguono con attenzione gli sviluppi. I futuri scenari tengono con il fiato sospeso in Abruzzo 171mila 470 studenti e quasi 20mila insegnanti. E tra i 500mila maturandi in Italia, sono circa 11mila quelli abruzzesi. Non è escluso che l’esame possa addirittura svolgersi da remoto, sull’onda della didattica a distanza che è già iniziata da alcune settimane. Ma su quanto sta avvenendo e sulle future decisioni, cosa ne pensano i dirigenti scolastici?
QUI PESCARA. «Siamo impegnati nella didattica digitale adeguando e rimodulando i programmi per renderli fruibili attraverso questa modalità». A dirlo è la dirigente scolastica dell’Istituto Alberghiero e Turistico Ipsseoa “De Cecco” di Pescara, Alessandra Di Pietro. «Non ci sono difficoltà per la didattica a distanza», sostiene, «abbiamo un animatore digitale e un team composto da docenti e assistenti tecnici di laboratorio informatico che supportano gli insegnanti in questa modalità di lezioni». Per l’immediato futuro «attendiamo le disposizione del ministero», aggiunge Di Pietro, sottolineando che la scuola dai lei diretta prevede anche gli esami di qualifica. «Coinvolgono gli studenti delle classi terze del nostro istituto e sono organizzati dalla scuola con un presidente di commissione nominato dalla Regione Abruzzo. Alla luce di questo esame vengono attribuite le qualifiche regionali di operatore della ristorazione o dell’accoglienza turistica o dell’enogastronomia e di sala bar. Normalmente sono previste delle prove, oltre che teoriche, anche nei laboratori. Pertanto attendiamo delle istruzioni operative anche per questi esami». E tornando invece all’esame di stato «terrà conto del fatto che la didattica a distanza è comunque emergenziale».
QUI CHIETI. Paola Di Renzo, dirigente scolastico del Liceo classico e artistico teatino, non nasconde delle problematiche. Dal punto di vista tecnico un lavoro di digitalizzazione della didattica era iniziato ancor prima dell’emergenza ma restano delle difficoltà, «L’uso delle piattaforme in questo stato di emergenza crea delle diseguaglianze che comunque la scuola deve fare il possibile per ridurre». Ci sono quindi ragazzi che non dispongono di un’adeguata connessione o hanno dispositivi che limitano l’attività. Inoltre «la didattica a distanza non ci permette di arginare il fenomeno della dispersione, ossia non tutti si connettono anche se registriamo una buona partecipazione», ammette Di Renzo. «Dobbiamo capire se la mancata partecipazione è dovuta ad una mancanza di volontà o ad un limite oggettivo per assenza di tecnologia. Ho già concesso in comodato d’uso dei tablet e portatili per le famiglie che ne hanno bisogno. Ci accingiamo, inoltre, a realizzare un monitoraggio per verificare le esigenze delle famiglie stesse». Infine sull’esame di maturità per la dirigente scolastica non è fantascienza pensare ad una prova telematica, «ma non per questo sarebbe meno seria».
QUI TERAMO. Dall’Iis Delfico-Montauti di Teramo, invece, la dirigente Loredana Di Giampaolo spera che l’esame di stato possa avvenire nelle modalità tradizionali: «Mi auguro sia in presenza», afferma, «il rapporto diretto è insostituibile». E su come l’istituto sta affrontando questa emergenza è altrettanto chiara: «Le lezioni proseguono, anche se non manca qualche difficoltà legata ai collegamenti o per la presenza di ragazzi che non hanno mezzi informatici adeguati».
QUI L’AQUILA. «Le lezioni stanno funzionando nonostante non manchino difficoltà legate al collegamento», sostiene Serenella Ottaviano, dirigente scolastico del Liceo Cotugno dell’Aquila. «I ragazzi stanno rispondendo in maniera entusiastica. Il valore delle comunità scolastiche è il percorso che stiamo portando avanti. Oggi l’istruzione è seria», dice in conclusione, «se comprende le diverse priorità».
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