Maturità, lo strano caso del prof che si diplomò dopo i suoi studenti

Nicolò Di Garbo, 88 anni, tra i fondatori dell’Alberghiero aveva la quinta elementare nel 1968 quando iniziò a insegnare a Porta Nuova. Gli studenti ribelli lo “costrinsero” ad acquisire i titoli
PESCARA. È il professore che si è diplomato anni dopo i suoi studenti. Nel giorno della prima prova dell’esame di Stato per i ragazzi, spunta un caso singolare e straordinario, quello di cui è stato protagonista Nicolò Di Garbo, 88 anni, pescarese di origini palermitane, tra i primi docenti e fondatori dell’Alberghiero De Cecco, insieme allo storico preside Giuseppe D’Incecco (correva l’anno 1968) quando la sede dell’istituto si trovava nell’ex Grand Hotel, tra via Vittoria Colonna e via Orazio.
Erano i primi anni Sessanta quando Di Garbo, maestro di cucina con la quinta elementare in tasca, arrivato a Pescara da Castelbuono (Sicilia) lasciò il Grand Hotel di Montesilvano («frequentato all’epoca da Remo Gaspari e Lorenzo Natali») dove era in servizio, per accettare l’offerta di lavoro arrivata dai vertici del nascente istituto di Porta Nuova che cercavano «docenti per la scuola».
«Mortificato e arrabbiato da precedenti esperienze lavorative» rivelerà in seguito Di Garbo, in un libello «decisi di darmi all’insegnamento per tramandare i miei saperi ai giovani. Ma non ero diplomato, avevo studiato fino alla quinta elementare, prima di cominciare i miei tanti lavori in mezza Italia».
Docente preparato nel suo settore, quello gastronomico, non aveva fatto i conti con l’irruenza giovanile di alcuni studenti che, malgrado avessero conseguito il diploma di maturità grazie anche alla formazione impartita dal professor Di Garbo, mal sopportavano il fatto che a farli diventare bravi chef fosse «un docente senza titolo» racconta uno dei primi prof dell’Ipssar De Cecco.
Un affronto per questi ragazzi ribelli delle classi dei primi anni di studio. Un onore, invece, per un insegnante senza diploma, ma con tanta esperienza accumulata nelle tante cucine degli alberghi di Palermo e Riccione, che li aveva accompagnati negli anni fino alla maturità.
Una situazione di attrito diventata insostenibile che costrinse i vertici dell’istituto «ad andare al Ministero a Roma per richiedere un titolo equipollente al diploma alberghiero sia per me sia per altri due colleghi senza diploma».
I “titoli”, dopo una serie di passaggi burocratici assolutamente legali per l’epoca, arrivarono nel 1974, dopo sette anni di regolare insegnamento come docente di cucina, esperienza che era cominciata nel 1968 dopo l’apertura della scuola alberghiera di Porta Nuova il primo ottobre di quell’anno.
«Com’erano gli esami all’epoca? Più semplici, meno difficoltosi. Più che altro erano quasi tutta pratica, i ragazzi dovevano presentare un piatto nato dalla loro fantasia che poi dovevano essere sorteggiati e votati dagli esaminatori. Oggi le prove d’esame sono molto più complicate».
Un’ultima curiosità: inizialmente gli alunni erano 15, dislocati in tre classi, cercati uno per uno, da preside e docenti, nei vari paesi della provincia.
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