Mauri: daremo più agenti alle città dell’Abruzzo

5 Dicembre 2019

Il numero 2 del Viminale: nella vostra regione immigrati sotto la media nazionale Contro le mafie è al lavoro un Gruppo interforze coordinato dal prefetto di Pescara 

PESCARA. I temi della prevenzione, della sicurezza, della lotta alla criminalità. E ancora integrazione e accoglienza rispetto al fenomeno migratorio. Matteo Mauri è viceministro dell’Interno e affronta argomenti caldi in concomitanza, oggi, con il suo arrivo in Abruzzo.
“Contro la paura proteggiamo il futuro”, tema del convegno di oggi a Pescara, è anche un argomento caldo in Abruzzo ed è legato alla sicurezza. Molti sindaci chiedono una maggiore presenza di forze dell’ordine. Da viceministro come potrebbe venire incontro alle loro richieste?
«La sicurezza per il nostro Governo è una priorità assoluta. Per questo stiamo aumentando in tutto il territorio nazionale e anche a Pescara il numero degli operatori delle forze dell’ordine. Il Governo ha già stanziato centinaia di milioni di euro per il comparto Sicurezza: 175 milioni per pagare le ore di straordinario relative al 2018, promessa che Salvini aveva fatto ma che non ha mai mantenuto, e circa 600 milioni di euro per gli aumenti contrattuali e il riordino delle carriere. Resta ancora molto da fare, ma credo sia evidente la differenza tra chi sta governando ora con serietà e chi fa solo propaganda».
L’Abruzzo è una regione con una importante presenza di immigrati: molti di questi sono ben integrati, ma in altri casi si registrano fenomeni di insofferenza e incompatibilità ambientale. Quali le misure per rendere sostenibile la loro presenza?
«Il numero degli immigrati in Abruzzo è al di sotto della media nazionale. Tra questi, come giustamente lei sottolinea, molti sono bene integrati nella società. In altri casi, ci sono alcune criticità dovute alla mancanza di integrazione. Ed è indubbio che i decreti Salvini abbiano peggiorato la situazione aumentando il numero di irregolari dopo aver tolto la protezione umanitaria. La domanda da porsi è: l’interesse degli italiani è avere più o meno cittadini irregolari? Si sappia che i decreti Salvini hanno aumentato il numero degli immigrati irregolari. Con il nuovo Governo invece, grazie al lavoro del ministro Lamorgese, è stata invertita la rotta. Con il pre-accordo di Malta, ad esempio, abbiamo interrotto l’isolamento dell’Italia a livello internazionale,e la situazione è migliorata. Oggi c’è maggior disponibilità dei Paesi europei, rispetto al passato, sul ricollocamento dei migranti. La gestione del fenomeno migratorio merita un approccio più serio e responsabile, non certo la propaganda della Lega che non risolve nulla».
Il tema della prevenzione, per quanto riguarda la sicurezza, è molto dibattuto. Non crede che possa essere l’unico modo per evitare derive populistiche e di tensione sociale?
«Il tema della prevenzione, come quello del controllo del territorio, è fondamentale. Per garantire la sicurezza dei cittadini serve una collaborazione tra tutte le istituzioni. È possibile raggiungere dei risultati importanti se tutti concorrono a promuovere un modello di “sicurezza urbana integrata”, attraverso la cooperazione tra le forze di polizia, l’utilizzo della tecnologia, la partecipazione dei cittadini.
È necessario mettere in campo azioni contro il disagio sociale e a favore della lotta al degrado, promuovendo la riqualificazione urbana. Questo conta in particolare per le zone periferiche delle nostre città, dove esistono maggiori criticità. La nostra attenzione a questo importante tema è dimostrata dal fatto che è stato il centrosinistra nella scorsa legislatura a stanziare risorse per il “Piano periferie” ed è stato l’attuale governo, nell’ultima legge di bilancio, a finanziare il “Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare”, che interviene sul disagio abitativo sostenendo i progetti per aumentare la rigenerazione e la fruibilità degli spazi pubblici».
Le infiltrazioni malavitose non risparmiano l’Abruzzo, soprattutto nel Vastese e nelle zone limitrofe tra Abruzzo, Lazio, Campania e Puglia. Come combattere questo fenomeno?
«La lotta alla mafia e alla criminalità organizzata è tornata al centro dell’agenda di Governo, da cui era scomparsa. Lavoriamo per contrastare qualsiasi tentativo della criminalità di infiltrarsi nel territorio abruzzese e nelle zone limitrofe. Lo facciamo nel controllo delle infiltrazioni malavitose nel tessuto produttivo, attraverso il lavoro del Gruppo interforze coordinato dalla Prefettura di Pescara. E lo facciamo nella guerra al traffico di stupefacenti, che costituisce purtroppo una delle fonti principali di introiti per le attività criminali. I dati sul consumo di droga, in costante aumento tra i giovani, non possono che preoccupare. Gli effetti connessi all’uso delle sostanze stupefacenti sono devastanti. Per questo motivo il governo sarà inflessibile e in prima linea nella lotta alla droga e nello stroncare con la massima determinazione il traffico di sostanze stupefacenti».
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