Maxi evasione, scatta la confisca Il garage in centro va al Comune

A distanza dal primo sequestro scattato 12 anni, la polizia locale requisisce il box in via Michetti Il consigliere Forconi: «Siamo un Comune virtuoso per il recupero dei beni sottratti alla criminalità»
MONTESILVANO. Un box auto nel centro della città, appartenuto a un maxi evasore fiscale, pronto a entrare a far parte del patrimonio comunale di Montesilvano. Sono scattate ieri mattina, da parte della polizia locale di Montesilvano, le attività propedeutiche alla confisca del garage situato in via Michetti che in futuro potrà essere destinato alla collettività per fini sociali. L’operazione, coordinata dal commissario Nino Carletti su richiesta dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, fa seguito a un’indagine che risale ormai a 12 anni fa.
Era il luglio del 2012, infatti, quando la Procura di Lanciano chiese e ottenne tre anni di sorveglianza speciale e il sequestro di tutti i beni a carico di V.P., imprenditore di Perano accusato di aver evaso per 20 anni il fisco e definito «socialmente pericoloso». Un’inchiesta che fece notizia soprattutto perché, per la prima volta in Italia, a un evasore fiscale venne applicata la normativa antimafia in materia di sequestri preventivi. Su richiesta dell’allora procuratore della Repubblica di Lanciano Francesco Menditto, il maxi sequestro fu operato dagli uomini del Comando provinciale della Guardia di finanza di Chieti, sottraendo a Pomilio le quote sociali di quattro società, di cui tre immobiliari, 72 immobili, tra terreni e appartamenti, 12 veicoli e svariati conti correnti bancari. Tra questi, appunto un garage nel centro di Montesilvano, a pochi passi dalla stazioncina Ex Fea. A rendere nota l’operazione che ieri è stata condotta dalla polizia locale è il consigliere con delega alla sicurezza, Marco Forconi. «Montesilvano si conferma, da 5 anni a questa parte, un Comune virtuoso per il recupero di beni sottratti alla criminalità organizzata», commenta con soddisfazione. «Manca all’appello ancora qualche immobile confiscato, probabilmente il più complesso sotto il profilo burocratico, ma questa amministrazione non intende concedersi pause di alcun tipo, lavorando alacremente anche durante il periodo di ferragosto».
Finora sono oltre una decina gli immobili confiscati alla criminalità organizzata, passati prima all’Agenzia per i beni confiscati alla criminalità e poi nelle disponibilità del Comune di Montesilvano per scopi sociali. Nell’elenco, compaiono i due appartamenti di via L’Aquila e via Adige, l’appartamento al civico 14 di via Mincio e quello di via Vestina, così come due garage sempre sul chilometro lanciato. Si passa poi in via Agostinone dove, anche in questo caso, i beni confiscati e assegnati al Comune sono due, un appartamento e un garage appartenuti a un sodalizio criminale affiliato alla camorra. A completare l’elenco dei beni confiscati c’è, infine, l’appartamento al civico 6 di via Isonzo, e tre immobili confiscati nel 2023 a un malavitoso foggiano.

