Maxi incendio, cessato allarme: oggi a Chieti riaprono le scuole

2 Ottobre 2024

Spento il fuoco alla Mag.ma, danni ingenti. L’Arta: non c’è diossina. Aperta l’inchiesta 

CHIETI. La tensione di una giornata di fiamme e fumo si scioglie al tramonto, quando il sindaco Diego Ferrara esce dalla riunione in prefettura, si ferma sotto i portici di corso Marrucino e, a favore di telecamera, dice che no, non ci sono pericoli per la salute provocati dall’incendio che ha devastato l’azienda Mag.ma di Chieti Scalo. L’inchiesta aperta dal pubblico ministero Marika Ponziani accerterà se ci sono responsabilità per l’ennesimo rogo – in questo caso si ipotizza colposo – che ha scatenato la paura in tutta la Val Pescara. Ma, dicono le analisi dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta), non è tossica quella nube, minacciosa e visibile da chilometri di distanza, che si è alzata lunedì sera dalla ditta di via Papa Leone XIII che tratta rifiuti industriali recuperando materiale plastico e cellulosa. Da oggi, dunque, riapriranno scuole e università.
La giornata comincia con le immagini dei due capannoni che sembrano quasi bombardati. Le strutture sono collassate su loro stesse, i solai hanno ceduto di schianto. I vigili del fuoco, che non si sono fermati per tutta la notte, hanno evitato il coinvolgimento nel rogo di altre aziende. La prima buona notizia arriva a metà mattina: la qualità dell’aria, all’interno dell’ospedale Santissima Annunziata, distante un paio di chilometri, è quella di sempre, quindi l’attività nei reparti e nel blocco operatorio può proseguire regolarmente.
Con il passare delle ore, prende corpo l’ipotesi iniziale, ovvero delle fiamme partite accidentalmente dal settore “separazione”, quello in cui si smaltiscono pannolini e pannoloni con la divisione della parte plastica dalla cellulosa. Il pm Ponziani apre un fascicolo, nei confronti di ignoti (almeno per adesso), e affida le indagini alla squadra mobile. Toccherà ai poliziotti – in futuro probabilmente anche con l’ausilio di consulenti tecnici, oltre dei vigili del fuoco – verificare se tutte le procedure di lavorazione siano state eseguite nel rispetto delle norme di sicurezza, nonché se gli addetti siano stati formati adeguatamente per svolgere determinate attività. E ancora: bisognerà capire perché il sistema antincendio non è stato efficace e sarà necessario appurare lo stato di manutenzione dei macchinari.
Nel pomeriggio l’incendio è completamente domato. Ma la movimentazione del terreno dell’azienda va avanti per bonificare l’area ed evitare nuovi focolai. Alle sei della sera, ecco l’annuncio più atteso. «L’Arta», scandisce Ferrara, al termine del secondo vertice di giornata in prefettura, «ci ha assicurato che la combustione non ha sprigionato diossina. I ragazzi torneranno a scuola già da domani (oggi per chi legge, ndr) e possono ripartire le attività ludiche e negli impianti sportivi. Resta l’invito a non avvicinarsi al luogo in cui si è verificato l’incendio, sia per permettere ai vigili del fuoco di continuare a lavorare, sia perché non è salutare al 100% respirare quei fumi, che possono dare problemi alla gola o a soggetti allergici. Il pericolo grosso è scampato». I dati definitivi arriveranno entro stamattina.
Intanto, confermano dall’Arta: «La rete di monitoraggio della qualità dell’aria nell’area metropolitana di Chieti-Pescara non ha registrato, nelle ultime 24 ore, superamenti dei valori limite per la protezione della salute umana. Le centraline fisse gestite dall’Arta, situate nei centri urbani di Pescara e Chieti e nelle aree limitrofe, non hanno rilevato alcun picco di benzene. Anche gli altri contaminanti monitorati non hanno registrato un aumento significativo delle concentrazioni medie orarie. L’analisi della direzione dei venti e del profilo di stabilità atmosferica conferma che il trasporto di composti prodotti dagli incendi non ha interessato, se non marginalmente, le aree lontane dai roghi». E tutti possono tirare un respiro di sollievo.
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