Mazzocca: serve un consiglio straordinario

Il capogruppo di Uniti per Caramanico: c’è una situazione di sofferenza vicina al punto di non ritorno
CARAMANICO . «La situazione delle terme di Caramanico rischia di precipitare nell’indifferenza delle istituzioni. Urge la convocazione di un consiglio comunale straordinario».
È la richiesta di Mario Mazzocca, capogruppo consiliare di “Uniti per Caramanico” che in una nota, dai toni duri, sollecita le istituzioni regionali a cercare una soluzione. E punta l’indice contro chi, a suo dire, dovrebbe muovere le pedine: «Il tempo passa inutilmente senza che la Regione, nonostante i proclami della recente campagna elettorale, abbia mosso un dito per elaborare una proposta risolutiva». Così Mazzocca che denuncia una «situazione insostenibile, quella del principale centro abruzzese e soprattutto per i 192 dipendenti direttamente impiegati e relative famiglie, di tutti i lavoratori dell’indotto e dei tanti operatori turistici e commerciali operanti nell’intero comprensorio, che stanno vivendo una situazione di disagio e sofferenza oramai quasi a un punto di non ritorno».
Perché il danno al comparto socio-economico del comprensorio, per l’ex sindaco di Caramanico, «può rivelarsi letale, a meno che la Regione non intervenga utilizzando risorse economiche disponibili e norme già esistenti».
L’ipotesi che Mazzocca annusa nell’aria è la seguente: «Le terme possono e devono riaprire al più presto», sottolinea il capogruppo di Uniti per Caramanico, «a meno che, come da voci ricorrenti, non ci sia l’interesse di qualcuno a far morire Sansone con tutti i filistei, ossia a far sì che la situazione degeneri al tal punto da rendere appetibile un eventuale nuovo assetto societario del privato, sì da mettere una pietra tombale sull’ancora possibile avvio immediato dell’attività. Anche per questo motivo chiediamo un consiglio comunale straordinario, la prima di altre iniziative di evidenza pubblica».
La stoccata alla Regione parte anche dal capogruppo regionale del Pd Silvio Paolucci ed ex assessore alla Sanità: «La regione si assuma le responsabilità, nella scorsa legislatura è stato fatto il 90% del percorso, dall’unificazione delle concessioni termali all’accreditamento istituzionale delle strutture, dallo stanziamento di 1,6 milioni di euro per le piscine termali al rifinanziamento, dopo anni di attesa, della legge sul termalismo con 900mila euro risultati ciclicamente promessi da altri e mai ottenuti prima».
Le conclusioni di Paolucci: «Dopo l’immane lavoro svolto negli ultimi anni volto a sostenere il termalismo abruzzese (non del concessionario)», la Regione di Marco Marsilio «ha la nostra proposta confacente col piano di rientro della società privata».
Di qui l’invito dell’ex assessore alla Regione Abruzzo ad «attivare le procedure per l’impiego dei 900mila euro stanziati dalla legge di stabilità 2019», così come richiesto dalla concessionaria delle terme. (c.co.)

