Medici e infermieri in 1.600 scuole Abruzzo, ecco il piano-sicurezza

Accordo con le Asl. L’assessore Verì: misurare la temperatura agli ingressi e far vaccinare i bambini Ma il Pd lancia accuse: clamorosi ritardi nell’organizzazione della ripartenza, niente linee guida
L’AQUILA. Medici, infermieri e personale sanitario a disposizione delle 1.600 scuole pubbliche e private per gestire in sicurezza la ripresa delle lezioni. È quanto prevede l’accordo tra la Regione Abruzzo, le Asl e il Provveditorato agli studi. Accordo che tiene conto delle linee guida nazionali per la riapertura degli istituti, in Abruzzo prevista per giovedì 24 settembre. Ma non solo: l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, lancia un appello: misurare la temperatura agli ingressi delle scuole e far vaccinare i bambini.
I NUMERI. In Abruzzo ci sono 354 istituti in provincia di Teramo, 329 in quella di Pescara, 409 all’Aquila e provincia e 508 in provincia di Chieti. Gli studenti superano i 173mila. Il personale scolastico è composto da insegnanti e personale Ata.
COSÌ L’ACCORDO. A illustrare l’accordo è appunto l’assessore Verì. «Abbiamo fatto degli incontri specifici, in modo particolare con il Provveditorato agli studi, per organizzare tutto alla luce delle linee guida nazionali», precisa la rappresentante della giunta Marsilio, «grazie alla collaborazione tra scuola e sanità, ci saranno negli istituti d’Abruzzo un referente scolastico e un referente sanitario. Ognuna delle quattro Asl provvederà a nominare queste figure per fare in modo che la scuola possa contare, per qualsiasi evenienza, sul personale sanitario». Collaborazione, quindi, per affrontare al meglio il ritorno a scuola, ma anche prevenzione per garantire che tutte le regole imposte a livello nazionale vengano rispettate nell’interesse degli attori del mondo scolastico, siano essi docenti o personale Ata.
«Abbiamo inviato una nota alle nostre quattro Asl per far partire quanto prima degli incontri tra le aziende sanitarie e la scuola in modo tale da avviare un confronto sulle varie normative», continua l’assessore Verì, «il servizio di prevenzione elencherà medici e sanitari a disposizione del mondo scolastico per avere un quadro generale della situazione. È chiaro che non ci sarà un medico ogni plesso, ma più dottori e infermieri saranno a disposizione delle varie scuole di ciascuna Asl. Sicuramente in questo frangente l’assunzione dei 200 nuovi infermieri aiuterà molto».
I PROTOCOLLI. Sarà fondamentale, all’avvio dell’anno scolastico, far conoscere a tutti gli studenti, ma anche ai docenti e al personale Ata, le regole previste nei protocolli nazionali per il contrasto al coronavirus. La Verì ci tiene molto e per questo ha lanciato un appello non solo ai giovani ma anche alle loro famiglie. «È importantissimo che tutti rispettino le regole per il bene collettivo», conclude l’assessore regionale alla Sanità, «di primaria importanza sarà la misurazione della temperatura all’ingresso della scuola (anche se non obbligatoria, ndc). Se dovesse superare 37.5° il referente scolastico dovrà subito intervenire facendo sistemare l’alunno in uno spazio dedicato, che ciascuna scuola dovrà predisporre, in attesa dell’arrivo della famiglia. Agli insegnanti e ai dirigenti scolastici, che già seguono le linee dei protocolli nazionali, chiediamo di attenersi alle regole e di invitare i ragazzi a fare la stessa cosa. Alle famiglie, invece, chiediamo di vaccinare i bambini».
IL PD DENUNCIA RITARDI. Polemiche sui ritardi organizzativi e sulla stesura di un piano preciso per la riapertura delle scuole portano la firma di Silvio Paolucci, capogruppo Pd in consiglio regionale, e dei consiglieri Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci. «Se l’Abruzzo è una delle poche regioni d’Italia a derogare alla riapertura scolastica del prossimo 14 settembre, usi i giorni di proroga per fare in modo che si recuperino tutti i clamorosi ritardi fin qui accumulati dalla Regione nell’organizzazione della ripartenza», sottolineano i Dem, «c’è un enorme ritardo per la predisposizione dei test rapidi sul personale del mondo scolastico, la campagna doveva partire il 24 agosto, le linee guida regionali sono del 20 e si procede a fatica. Carente l’organizzazione sui trasporti che dovranno consentire a migliaia di studenti di raggiungere le proprie scuole, sia per predisporre corse aggiuntive che non producano disagi, sia per agevolare chi aveva un abbonamento e non ha potuto usarlo a causa della quarantena e di cui è stato prorogato il termine per fare le domande, ancora una volta grazie al nostro intervento. Inoltre va smentita la voce che circola tra il personale scolastico per cui l’Azienda dei trasporti regionale starebbe chiedendo agli istituti superiori, anche quelli in grado di garantire la ripresa in presenza per tutti, di lasciare a casa parte degli studenti con la didattica a distanza, perché non riescono a garantire il servizio». Sull’aspetto sanitario Paolucci, Pepe, Blasioli e Pietrucci hanno chiarito che «c’è una totale mancanza di indirizzo sulla predisposizione degli spazi, per la mancanza di un piano organico vidimato dalla Regione e sul personale. Non esiste una procedura chiara su come gestire non tanto l’emergenza, quanto la routine e la sorveglianza sanitaria».

