Medici e infermieri positivi È questo il nuovo allarme

Marsilio e Verì incontrano i direttori generali delle Asl per trovare una soluzione Alla riunione c’è anche il generale Pirro, braccio destro del commissario Figliuolo
L’Unità di crisi accende i fari su una nuova emergenza che sta esplodendo negli ultimi giorni, anche in virtù dei tamponi fatti a tappeto all’interno delle strutture ospedaliere.
Per i direttori generali delle Asl, sono troppi gli operatori sanitari risultati positivi al Covid, anche asintomatici: la loro assenza sta lasciando sguarniti settori nevralgici in questa fase della pandemia, che secondo la stessa Unità di Crisi starebbe scollinando e avrebbe già raggiunto il suo apice.
Il problema dei medici e degli infermieri contagiati dal Covid è emerso ieri improvvisamente durante la riunione convocata dal presidente della Regione Marco Marsilio con l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, il referente regionale per le Emergenze-Urgenze, Alberto Albani, in collegamento virtuale con l’assessore regionale con delega all’Istruzione Pietro Quaresimale e Pierluigi Cosenza, direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, tra gli altri.
L’ospite “illustre” della riunione è stato Saverio Pirro, membro del comando logistico dell'Esercito e braccio destro del commissario Francesco Figliuolo. «Si è complimentato con l’Abruzzo per l’andamento della campagna di vaccinazione», ha detto Marsilio, «che ogni giorno supera del 30-40% il target di vaccinazioni imposto da Figliuolo. Si è complimentato anche per come abbiamo gestito lo screening di massa alla viglia della riapertura delle scuole».
La nuova emergenza
e il tema dei ricoveri
L’emergenza sollevata dai direttori generali delle Asl mette in evidenza un tema cruciale nella lotta al Covid, proprio nel cuore della quarta ondata. Dopo aver ascoltato il grido d’allarme di chi combatte in prima linea nei reparti, la Regione cercherà di porre rimedio. Ma questo non è stato l’unico tema emerso dall’Unità di Crisi: l’altro allarme lanciato riguardava la gestione e il conteggio dei ricoveri ospedalieri indiretti legati al Covid. Il tema è balzato in primo piano perché in mattinata era saltata fuori una bozza di circolare del ministero della Salute. Sembrava che il governo fosse orientato a tracciare i pazienti ricoverati per cause diverse, ma positivi asintomatici al Covid, senza conteggiarli tra i posti letto occupati in area medica per il virus. Con questo approccio sarebbe cambiato anche il bollettino, che avrebbe conteggiato in un’apposita voce i "pazienti Covid ricoverati per cause diverse". Un cambio di approccio nel conto dei posti letto che era stato sollecitato anche dal presidente Marsilio «È stata fatta una richiesta dalle Regioni», aveva spiegato, «ma restiamo in attesa che questo nodo venga sciolto». Poco dopo queste dichiarazioni, è arrivata la doccia fredda del governo: il metodo per conteggiare i posti letto occupati dai pazienti Covid non cambierà, anche se il dialogo con le Regioni resta aperto. Il tema dei ricoveri era stato affrontato pure in una riunione successiva, a margine dell’Unità di Crisi, tra Marsilio, l’assessore Verì e i direttori delle Asl. E rappresenta una vera beffa per l’Abruzzo, che così vede nuovamente avvicinarsi la zona arancione. «Anche se è davvero difficile spiegare la differenza tra zona gialla e arancione pure a chi ha scritto i decreti», sottolinea il presidente Marsilio, «per questo tutte le Regioni stanno chiedendo al governo di modificare questa classificazione. Le misure restrittive che colpiscono le persone non vaccinate, in zona gialla e anche in zona bianca, sono praticamente analoghe a quelle dell’arancione. Chiediamo di fare chiarezza per semplificare l’applicazione delle norme. E chiediamo altre misure per sgravare gli ospedali da una serie di compiti inutili, come la questione delle decine di migliaia di asintomatici solo in Abruzzo. Oggettivamente è impossibile, per i laboratori, reggere questo ritmo».
Durante la riunione dell’Unità di Crisi si è parlato, in collegamento telefonico con Nicola D’Alterio, direttore dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo, di rivedere al ribasso il prezzo del sequenziamento dei tamponi: la volontà è quello di portarlo da circa 60 a 44,50 euro per ogni sequenziamento.

