Medici, infermieri e Oss: proroga per 400

La Regione stanzia cinque milioni per i precari dei distretti e degli ospedali di Pescara, Penne e Popoli
PESCARA. Quattrocento precari della sanità continueranno a lavorare fino a dicembre. Si tratta di operatori sanitari tra medici, infermieri, Oss e amministrativi che hanno ottenuto la proroga di cinque mesi, del contratto in scadenza prevalentemente al 31 luglio.
Cinque milioni di euro i fondi messi a disposizione dalla Regione per pagare i compensi lordi. L’annuncio è arrivato dai rappresentanti delle segreterie sindacali Fpl Uil, Fp Cgil e Cisl Fp, rispettivamente guidate da Francesco Marcucci, Massimo Di Giovanni e Vito Di Milia, dopo l’incontro con i vertici regionali della sanità, ieri mattina, nella sede di via Conte di Ruvo.
L’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì con Claudio D’Amario, direttore generale del dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, alla presenza dei manager delle quattro Asl e dei sindacati, hanno «confermato la disponibilità alla proroga dei contratti, dopo aver trovato un accordo sulla redistribuzione della spesa», riferisce Marcucci dopo la riunione, «saranno 5 i milioni a disposizione per gli stipendi lordi, l’ok alla proroga, più volte da noi sollecitata, è arrivato dopo la certezza della copertura economica. Verì e D’Amario si sono impegnati anche a quantificare la spesa per arrivare all’obiettivo della stabilizzazione, cioè l’assunzione a tempo indeterminato, degli stessi organici».
Sono «400 dipendenti precari della Asl di Pescara», spiega il sindacalista di Fpl Uil, «in forze negli ospedali di Pescara, Penne e Popoli e distretti territoriali. Per 351 la scadenza del contratto era il 31 luglio, gli altri 49 tra settembre e dicembre. Tra essi, complessivamente, ci sono 26 medici, oltre ad assistenti sociali, infermieri, tecnici di laboratorio, psicologi, assistenti sanitari, che erano stati assunti nel 2020 a tempo determinato per fronteggiare l'emergenza pandemica».
«Siamo soddisfatti del risultato ottenuto, ma c’è da fare un altro sforzo», prosegue Marcucci, «servono altre figure professionali, perché ormai un buon 30% di organici, su 3600 in tutta la Asl, si sta infettando di nuovo. Sono medici, infermieri e operatori socio sanitari che hanno tre dosi di vaccino e si stanno ricontagiando a causa della circolazione virale rapidissima e il numero che continua a salire dei pazienti Covid ricoverati in altri reparti, area medica e chirurgica, seppur isolati in aree apposite e lontane dai pazienti non infetti. Addirittura un collega, con la terza dose, ha preso il Covid quattro volte».
«Una situazione che rischia di diventare esplosiva», sottolinea il sindacalista, «se consideriamo che il personale in trincea sta facendo enormi sacrifici con doppi turni, blocco delle ferie e dei riposi. Di contro, cerchiamo di incentivarli con gettoni di presenza e altri compensi economici».
Nell'area medica del Covid hospital «sono presenti una quarantina di pazienti, 5 o 6 in Rianimazione», dove la situazione è ancora sotto controllo. Per fronteggiare l'emergenza affollamento nel nuovo pronto soccorso «è stato riaperto anche il vecchio pronto soccorso come area grigia, cioè con pazienti, al momento una ventina, in attesa di conoscere l'esito del tampone» riferisce Marcucci che conclude: «Adesso l'obiettivo è arrivare alla stabilizzazione dei lavoratori precari della sanità che ha bisogno di tanto personale per supportare le numerose emergenze in atto, dal sovraffollamento del pronto soccorso e dei reparti, alla cronica carenza di organici». (c.co.)

