Medici, Lanciotti ancora presidente dopo 21 anni

Eletto alla guida dell’Ordine per l’ottava volta consecutiva con 733 preferenze «Grande partecipazione al voto, è prevalso lo spirito di appartenenza»
PESCARA. Per l’ottava volta consecutiva Enrico Lanciotti è stato eletto presidente dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi odontoiatri. Più che una elezione è stato un plebiscito per lui e la sua lista, con 733 preferenze riportate dal candidato alla presidenza, anche se lui è restio a parlare di numeri e non ama sottolineare la netta affermazione della sua lista rispetto a quella concorrente. Da sabato pomeriggio a lunedì sera hanno votato per il rinnovo del Consiglio direttivo della commissione Odontoiatri e dei Revisori dei conti 1.172 medici iscritti, più 234 odontoiatri e anche stavolta, come da tradizione, non è stato necessario il secondo turno perché è stato abbondantemente superato il quorum.
«Abbiamo raggiunto un numero enorme di votanti», sottolinea Lanciotti, «specie se si considera che il 90 per cento degli Ordini non raggiunge il quorum in prima chiama».
Il presidente (ormai da 21 anni) è «orgoglioso e molto soddisfatto del fantastico risultato anche perché in tempi di disaffezione alle istituzioni è evidente che da noi sia prevalso lo spirito di appartenenza che abbiamo alimentato in questi anni nei confronti dell’Ordine, nonostante possa apparire una realtà distante. Ogni cosa che si chiama istituzione può sembrare aliena, ai giorni d’oggi, e invece se si è vicini ai colleghi, se l’istituzione funziona ed è sintonica, c’è apprezzamento, e noi siamo lieti di essere stati legittimati da una grande partecipazione al voto».
Volendo liquidare con una battuta la vittoria, Lanciotti dice che «l’usato sicuro funziona bene», ma in realtà sa perfettamente che la chiave di lettura è un’altra, basata sul fatto che in questi anni si è creata «un’intesa con buona parte della categoria» e i risultati si sono visti nel momento in cui medici e odontoiatri sono stati chiamati alle urne. Il clima assolutamente positivo è emerso anche durante la campagna elettorale (il suo competitor era Nicola Grimaldi, sindacalista).
Il confronto è stato «molto composto, quasi gioioso, eccezion fatta per qualche caduta di stile, riconducibile a chi ha parlato di casta, mutuando dalla politica un termine che mi sembra inadeguato per l’Ordine dei medici di Pescara», commenta Lanciotti, «soprattutto se si considera che non percepiamo né gettoni né benefit, e non abbiamo secondi fini. Se abbiamo avuto tanto consenso», aggiunge, «è perché assicuriamo servizi, consulenza e vicinanza e quindi la categoria è soddisfatta. E non si deve dimenticare», prosegue sempre il presidente, «che l’Ordine si occupa di cose etiche e dentologiche».
A proposito di casta (che non c’è, dice Lanciotti), il presidente ha un obiettivo, quello del rinnovamento, e lo sta portando avanti un po’ per volta. «Al di là di uno zoccolo duro, che resta, ogni volta c’è un ricambio con persone giovani e competenti anche attraverso degli organismi satellite», dice, «e anche in queste elezioni è stato così. Tutti sono utili, ma nessuno è indispensabile e nell’Ordine ci si muove in questa logica». Ma la cosa più importante è forse un’altra per il presidente, e cioè « far riscoprire l’eticità della nostra professione. Essere medici è ancora la cosa più bella al mondo. Anche se burocrazia, medicina difensiva e magistratura possono guastare il sangue, dobbiamo rivalutare l’essenza della nostra professione e individuare gli strumenti per lavorare meglio». Su questo si lavorerà nei prossimi tre anni.
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