Medici senza vaccino: pronte le sospensioni

30 Agosto 2021

L’ultimatum con una lettera: cinque giorni di tempo per sottoporsi alla dose Le prime comunicazioni inviate in settimana, poi scattano i provvedimenti

Possono scattare già da questa settimana i primi provvedimenti per il personale sanitario no vax. Medici, infermieri e operatori sanitari che non si sono ancora sottoposti alla dose anti Covid per scelta propria e senza un vero impedimento, rischiano di essere allontanati dal loro posto di lavoro, almeno fino a quando non si convinceranno a vaccinarsi. Proprio come sta avvenendo in gran parte d’Italia, dove i provvedimenti sono già scattati, anche l’Abruzzo si adegua alle disposizioni ministeriali. In questi giorni, infatti, si sta procedendo a raccogliere i nominativi secondo lo specifico iter. I passi da seguire prevedono che gli ordini professionali forniscano alla Regione Abruzzo gli elenchi degli iscritti, per incrociare i dati e verificare chi si è sottoposto a somministrazione e chi no. Poi le Asl, al termine delle verifiche con i medici competenti per questa indagine, dovrebbero comunicare l’esito degli accertamenti agli stessi ordini professionali, per i successivi provvedimenti.
Questi ultimi potrebbero arrivare già in settimana. Secondo le norme, infatti, viene data una sorta di ultimatum al personale sanitario attraverso una comunicazione con la quale sono concessi cinque giorni di tempo per manifestare la propria volontà alla vaccinazione. Scaduto questo termine scatta la sospensione. La Federazione nazionale degli ordini dei medici a fine giugno aveva dato indicazioni a tutti gli ordini territoriali di provvedere, in presenza di un accertamento da parte della Asl di operatori sanitari e medici non vaccinati, alla sospensione. «A noi risulta che le percentuali siano piuttosto basse», aveva affermato solo qualche settimana fa al Centro la presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Pescara, Maria Assunta Ceccagnoli nell’ottica della corsa a vaccinare anche i più scettici.
Va però specificato che non tutti i rappresentanti di questa categoria professionale ancora non vaccinati possono essere definiti no vax. Tra loro, infatti, c’è anche chi è impossibilitato ad eseguire la dose anti Covid per motivazioni oggettive e che possono essere dimostrate. La presidente dell’Ordine dei medici di Chieti, Lucilla Gagliardi, aveva confermato di essere a conoscenza che «ci sono colleghi che non vogliono sottoporsi alla somministrazione per svariate ragioni: c’è chi non crede nel vaccino, chi ha particolari problemi di salute e preferisce evitare, chi ha avuto il Covid-19 e vuole aspettare. Le motivazioni possono essere tante e di diversa natura».
Intanto in altre regioni italiane le sospensioni sono già scattate. Nelle scorse ore, ad esempio, i provvedimenti sono partiti a Torino: l’Ordine dei medici e odontoiatri ha ricevuto le comunicazioni relative agli accertamenti preliminari svolti dalle Asl cittadine su sei iscritti. Ma le testimonianze si rincorrono di regione in regione da nord a sud dell’Italia. Il governatore Marco Marsilio e l’assessore alla sanità Nicoletta Verì seguono gli sviluppi ed anche la nostra regione si è attivata. In Abruzzo non ci sono numeri ufficiali su quanti possano essere gli operatori non ancora convinti della vaccinazione. Si è parlato di un dato pari al 10 per cento del totale, «che in ogni caso, riguarda non solo i medici, ma gli operatori sanitari in genere, cioè anche infermieri e operatori socio sanitari», ha specificato Ceccagnoli. L’obiettivo, comunque, rimane quello di immunizzare il maggior numero possibile di popolazione per evitare nuove ondate: in quest’ottica la sicurezza dei medici è fondamentale.