Medicina, caldo super

Nessun sistema di climatizzazione nel reparto da 1400 ricoveri
PESCARA. Se nel reparto di Geriatria i condizionatori dell'aria funzionano a fasi alterne, a Medicina gli impianti di refrigerazione sono totalmente inesistenti. Pazienti, medici e infermieri sopportano stoicamente il caldo in questa estate afosa e si arrangiano, come possono, con i ventilatori a terra.
Solo il calo delle temperature degli ultimi giorni ha consentito a tutti gli operatori di tirare un sospiro di sollievo. Ma il problema resta e si ripresenta, puntuale come un orologio, a ogni ondata di caldo.
Alla cronica carenza di organico (ma 64 assunzioni sono in arrivo ed entro l'anno partiranno i concorsi per i primariati) all'ospedale Santo Spirito vi sono interi reparti (stesso problema a Emodialisi 2 e Urologia) che boccheggiano per la mancanza o il malfunzionamento di sistemi di climatizzazione, se si escludono alcune stanze privilegiate come quelle degli studi medici e degli amministrativi. Le motivazioni tecniche di tale disservizio sono riconducibili, secondo fonti interne, a un carico energetico che il presidio ospedaliero non sarebbe in grado di sopportare.
Sta di fatto che ogni reparto ha il suo bel rifornimento di ventole da posizionare prima di tutto accanto ai letti dei malati, poi nelle stanze dei medici e degli infermieri in trincea durante i tre turni quotidiani, generalmente dalle 8.30 alle 14; dalle 14 alle 20 e dalle 20 alle 8.30.
Paolo Di Berardino, direttore dell'Unità operativa complessa di Medicina che coordina anche le attività degli ospedali di Penne e Popoli (con un referente per ogni unità operativa) da un anno primario con incarico ad interim, conferma il disagio: «Con questo caldo è stata abbastanza dura, ma nessuno strascico per la salute dei pazienti».
Precisa che «abbiamo i ventilatori e fatto richiesta di ventole anche a pale, all'ufficio aziendale preposto».
Non nega che nel suo ufficio, ereditato dai predecessori, l'impianto di climatizzazione c'è «ma rimane spento perché io sono sempre in reparto». Nell'attesa che il carico di ventilatori arrivi dai piani alti, e sembra imminente, l'estate si è quasi conclusa e temperature più fresche sono in arrivo per dare sollievo ai malati e agli operativi. Con cifre variabili, si attestano sui 1400 i ricoveri annuali a Medicina per patologie epatiche, gastroenterologiche, broncopolmonari, pneumologiche.
Attualmente nel reparto, settimo piano ala Est, che conta 35 posti letto ordinari per pazienti fino a 70-75 anni (oltre questa età sono destinati a Geriatria o alla Stroke in caso di ictus), vi sono 29 malati a Medicina est, 6 a Medicina nord e altri 12 in esubero dislocati nei reparti di medicina generale, vascolare, Otorino e Ortopedia, seguiti da 7 medici (alcuni attualmente assenti per malattia), 13 infermieri e 5 Oss (operatori socio sanitari).
Altri 4 medici a Popoli e 3 a Penne che, se necessario, fanno la spola tra i vari ospedali per essere sempre vicini ai loro pazienti. Di Berardino, da 5 anni alla Asl pescarese, proveniente da quella teramana, annuncia che presto «saranno riattivati i due reparti di Medicina e Geriatria a Penne» che durante l'estate erano stati accorpati anche per favorire le turnazioni del personale. E auspicherebbe l'ampliamento degli spazi riservati alla Medicina e alla Geriatria «che sono due aree fondamentali in un’epoca in cui si registra un aumento esponenziale della popolazione anziana».
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