Medicine introvabili: c’è l’appello al ministro

6 Gennaio 2023

Farmacie non rifornite, Gizzi (presidente Assofarm) scrive a Schillaci

L'AQUILA . Farmaci introvabili e scaffali delle farmacie che si svuotano. Parte dall'Abruzzo l'appello al ministro della Salute, Orazio Schillaci, perché assuma provvedimenti immediati «vista la situazione non più sostenibile». La lettera porta la firma dell'aquilano Venanzio Gizzi, presidente nazionale di Assofarm, l'associazione che riunisce le farmacie comunali.
A scarseggiare sono anche i farmaci da banco, di uso più comune, come paracetamolo e antinfiammatori. In particolare, quelli destinati ai bambini. Una carenza, legata in parte agli approvvigionamenti dall'estero di alcuni principi attivi, che cade in un momento difficile con il Covid ancora in circolazione e la curva influenzale al picco massimo.
L'APPELLO AL MINISTRO.
«Si sta verificando, sempre di più, una mancanza di farmaci distribuiti dalle farmacie», scrive Gizzi, «è davvero avvilente, per un operatore della salute qual è il farmacista, dover dare un riscontro negativo ai pazienti, mortificandoli con l’impossibilità di fornire loro un'importante varietà di medicinali. Le farmacie comunali ritengono non più sostenibile tale situazione. Appare evidente che il fenomeno dei farmaci mancanti è dovuto in parte alla carenza di materie prime per la produzione e il confezionamento degli stessi da parte dell’industria, in parte ad una maggiore richiesta di alcune medicine per la cura dei contagi influenzali e del Covid-19».
LE CAUSE. Tra le prime cause della mancanza di farmaci, anche di base, c'è la terzializzazione della produzione con alcuni principi attivi che vengono lavorati in Cina e nei Paesi dell'Est. Il secondo problema è legato all'aumento esponenziale dei casi di varie forme influenzali, assenti nei due anni precedenti per l'utilizzo massiccio delle mascherine, che si sommano al Covid ancora in circolazione.
Difficile valutare con precisione di quanto sia aumentata la richiesta di farmaci, ma secondo le stime almeno di un 30% in più rispetto alla scorsa stagione invernale. «Rimane infine da valutare, con serenità ed equilibrio, il fattore riguardante l’esportazione dei farmaci verso Paesi dove il prezzo di vendita è più alto rispetto all'Italia», fa notare Gizzi. Un "mercato parallelo", come lo definisce il presidente Assofarm «che continua a penalizzare le farmacie italiane. Chiediamo un suo autorevole decisivo intervento in merito, che tenda a neutralizzare la situazione dei farmaci mancanti per la distribuzione ai cittadini nell’interesse della popolazione bisognosa di servizi per la salute».
MATERIE PRIME MANCANTI.
Il problema dell’approvvigionamento di alcuni farmaci è cresciuto «a causa della riduzione della produzione dovuta alla pandemia di Covid-19, alla crisi energetica, alla guerra in Ucraina e alla riduzione del processo produttivo nei Paesi in cui si trovano le materie prime», sostiene Gizzi.
Nelle ultime settimane sono state registrate, nelle farmacie abruzzesi e del resto d’Italia, significative carenze di prodotti da banco, come gli antipiretici e gli sciroppi per la tosse, ma anche antibiotici e farmaci per inalazione che interessano soprattutto i bambini. Persino il comune paracetamolo risulta introvabile. «Per noi farmacisti», prosegue Gizzi, «è un disagio non poter soddisfare le richieste degli utenti su farmaci basilari, necessari per alcune patologie stagionali».
La soluzione indicata dall'Assofarm, qualora non fossero disponibili i medicinali richiesti, è far uso, sempre sotto stretto controllo medico e consiglio dei farmacisti, di soluzioni alternative con molecole simili presenti in altri farmaci rispetto a quelli richiesti. «In un periodo così difficile per il reperimento dei medicinali», aggiunge Gizzi, «rivolgo un appello ai cittadini a moderare il consumo di alcuni farmaci, se non indispensabili, e a farne un uso corretto e moderato».
DISTRIBUZIONE A SINGHIOZZO.
La dipendenza dell’Italia da Paesi come India e Cina nella produzione di principi attivi presenti in moltissimi farmaci non aiuta: a causa della pandemia e del lockdown, gli stabilimenti situati in questi Paesi hanno rallentato la loro produzione. «Per evitare conseguenze simili e avere una maggiore tranquillità bisognerebbe fare in modo di essere più indipendenti in futuro», sottolinea ancora Gizzi. Mancano il materiale per il packaging dei farmaci, l’alluminio per i blister che contengono le medicine, il salice per le fiale e le bottiglie di sciroppo e, addirittura, il cartone fondamentale per la distribuzione. Inoltre, la paura di non trovare i farmaci nel momento del bisogno spinge i cittadini, in molti casi, all’acquisto "preventivo" privando dei medicinali chi ne ha reale necessità. Il quadro descritto da Assofarm è emblematico: pazienti che non trovano le medicine prescritte dai medici, neanche su ordinazione, e che sono costretti a spostarsi da una farmacia all’altra, senza alcuna certezza. In una fase stagionale in cui l'influenza lascia a letto milioni di italiani.