Medico morto, aperta l’inchiesta Gli amici: «Una persona speciale»

Venerdì pomeriggio i funerali di Andrea Iannetti, deceduto a 51 anni mentre si allenava in piscina Centinaia i messaggi di cordoglio delle società con cui collaborava. «Ci mancherà il suo sorriso»
PESCARA. Si terranno con ogni probabilità venerdì, alle 15.30 nella Chiesa del Mare, i funerali di Andrea Iannetti, il medico dello sport di 51 anni, morto lunedì sera nella piscina provinciale di via Volta mentre, come faceva sempre, si stava allenando con i compagni della squadra master di nuoto e pallanuoto del Club Aquatico. Dopo una decina di vasche, ha accusato un malore improvviso e si è avvicinato a bordo piscina. Nonostante tutti i tentativi di rianimarlo da parte dei compagni, di alcuni medici presenti e poi dei sanitari del 118 non c’è stato nulla da fare. Essendo il decesso avvenuto in una struttura pubblica, come da prassi la procura, attraverso il pm Gabriella De Lucia ha aperto un fascicolo senza indagati. Trattandosi di una morte avvenuta per cause naturali, il magistrato non ha ritenuto di dover disporre l’autopsia. Ha comunque rimesso al medico legale la decisione.
Sgomenti i tantissimi amici che aveva, stretti accanto alla moglie Antonia, fisioterapista, ai due figli, ai genitori e alla sorella, che ha ricevuto la tragica notizia in Francia, dove vive.
«Non riusciamo a credere a quello che è accaduto. Andrea era una persona sana, attenta, era un vero sportivo», dice Katia D’Amario, amica di famiglia e presidentessa della Swim Team Abruzzo asd, nella cui squadra di pallanuoto Iannetti aveva giocato per anni. «Perdo», racconta con la voce rotta dalle lacrime, «un carissimo amico, simpatico, generoso, disponibile sempre con tutti, solare. Come dimenticare le tante risate che faceva fare a tutti. Con la Swim ha nuotato per diverso tempo. Spesso si allenava anche con il papà. Nel tempo libero, oltre allo sport, amava stare con la famiglia e gli amici. Ci invitava nella sua casa di campagna e cucinava la pizza, la pasta, preparava la brace. Un uomo pieno di energie e vitalità».
A ricordalo con affetto anche Roberto Ardizzi, suo amico d’infanzia. «Io e Andrea», dice, «siamo cresciuti insieme. Da sempre ha avuto un grande passione per lo sport, ma teneva molto anche al suo lavoro di medico, per cui era apprezzato. Da ragazzino ha giocato a pallanuoto e poi si è avvicinato all’atletica, al tennis, al triathlon. Ha partecipato anche a qualche edizione dell’Ironman. Ogni tanto ci incontravamo alle Naiadi. Aveva sempre la battuta pronta, era simpatico, aveva un forte senso dell’umorismo. Una persona, insomma, speciale».
Per tutta la giornata di ieri, tantissimi i messaggi sui social da parte delle società sportive della città, con cui collaborava o aveva collaborato come medico o di cui aveva fatto parte come atleta, da parte di amici, di conoscenti. «Non ce la facciamo a esprimere un concetto logico, siamo ancora distrutti da ciò che è accaduto lunedì sera», scrive il Club Aquatico, che ieri è rimasto chiuso. «Nessuno potrà dimenticare il sorriso e l'entusiasmo coinvolgente di Andrea in ogni sua attività, da quella di medico innanzitutto a quella di sportivo». Cordoglio è stato espresso, fra gli altri, dalla Pescara Pallanuoto, dalla Pescara Open water, dal Gug (gruppo ufficiali di gara) Abruzzo e Molise, da palestre. «Grazie doc per il tuo esempio, una vita di sorriso, di sport, al servizio del prossimo», il messaggio del centro sportivo Le Naiadi. «Con immensa tristezza salutiamo un amico nuotatore, medico e appassionato delle nostre manifestazioni», scrive il Circuito Adriatico Acque Libere.
Vicinanza ai familiari anche dal centro don Orione, di cui Iannetti era consulente nel servizio di medicina specialistica.
Riceveva i pazienti anche in un ambulatorio in via Savonarola. «Mi davi sempre una mano quando serviva un dottore», sottolinea l’amica Cristina De Tullio. «Ora sei andato via, d'improvviso, sotto gli occhi increduli dei compagni che nuotavano con te».

