Medico no vax si ammala di coronavirus

15 Ottobre 2021

Si tratta di un sanitario del 118. Risultati negativi tutti gli operatori che sono stati sottoposti a tampone

PESCARA. Nonostante l'obbligatorietà per i sanitari, non si era vaccinato contro il Covid e, qualche giorno fa, nell'ambito dei tamponi a cui vengono sottoposti periodicamente medici e infermieri, è risultato positivo. La persona in questione è un medico del 118 in servizio alla Asl di Pescara. Positiva è risultata anche la moglie, da cui avrebbe contratto il virus, pure non vaccinata e ora affetta da polmonite bilaterale. Alla notizia della sua positività, è scattato immediatamente il protocollo e sono stati sottoposti a tampone tutti gli operatori in servizio al 118 e tutti quanti sono risultati negativi. Test anche per le persone con cui è stato in contatto, anche loro negative. Fra qualche giorno, i controlli saranno comunque ripetuti. È l'unico caso di sanitario non vaccinato all'interno della struttura del 118, ma non nel resto della Asl. Fra gli ospedali di Pescara, Penne e Popoli si contano circa 50 non vaccinati fra medici, infermieri, operatori socio sanitari e amministrativi, ai quali l'azienda già da settimane sta mandando lettere di sollecito. Gli interessati hanno cinque giorni per rispondere all’invito che dovrà documentare l’avvenuta immunizzazione o «l’insussistenza dei presupposti per l’obbligo vaccinale». Pena la sospensione dal lavoro senza stipendio, almeno fino a somministrazione avvenuta. Di sicuro prevista la sospensione non retribuita dalle «prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o che comportano il rischio di diffusione del contagio». Qualcuno ha già aderito e si è sottoposto alla profilassi contro il Covid. Fino a qualche settimana fa, su una base di 3.275 iscritti all'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Pescara, erano 300 quelli senza vaccino, rintracciati negli elenchi dei dispositivi informatici regionali.
No vax a parte, alcuni di loro hanno già contratto il virus nel pieno della pandemia per cui sarebbero esenti dalla vaccinazione per almeno sei mesi, altri invece per motivi legati a problematiche di salute. Qualsiasi sia la ragione deve essere motivata. A valutare caso per caso, un'apposita commissione tecnica composta da direttori amministrativi e coordinatori della funzione territoriale dell’azienda sanitaria. (a.d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.