Meloni: chiedo piena luce sulla tragedia

19 Gennaio 2024

Il presidente Marsilio: «Ferita ancora aperta». Da La Russa, Tajani e Pagano, a Sospiri, Fina e Sigismondi: gli interventi

L'AQUILA. Nel giorno del dolore, a sette anni dalla tragedia di Rigopiano, l'Italia non dimentica. A rivolgere un pensiero alla memoria delle vittime, con un post sui social, è la premier Giorgia Meloni: «Sono trascorsi sette anni dal giorno in cui quella terribile valanga travolse l'hotel Rigopiano e spezzò la vita di 29 persone. Oggi il mio pensiero va alla loro memoria, unito all'abbraccio che rinnovo alle famiglie e ai loro cari, con l'auspicio che venga fatta piena luce su una tragedia che sconvolse l'Abruzzo e l'Italia intera. Per non dimenticare». Lo scorso anno il Presidente del Consiglio dei ministri aveva voluto incontrare i familiari delle vittime per esprimere il sostegno personale e del Paese.
Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha rinnovato «la vicinanza ai parenti delle 29 vittime e all’intera comunità abruzzese» unendosi «alla loro richiesta di giustizia». Ha scelto i social per un ricordo il presidente della Camera, Lorenzo Fontana: «Una preghiera per le vittime di quella tragedia. Esprimo vicinanza alle loro famiglie, ai superstiti e alla comunità abruzzese. Rinnovo il mio pensiero riconoscente a tutti i soccorritori e i volontari. Auspico che la verità emerga quanto prima».
«La ricorrenza della tragedia di Rigopiano suggerisce a ciascuno di noi di rivolgere un pensiero commosso alle vittime e ai loro familiari», scrive il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, «da quella sciagura dobbiamo trarre insegnamento tutti, istituzioni pubbliche e soggetti privati».
«Voglio rivolgere un commosso pensiero e le mie preghiere alle famiglie delle vittime del disastro dell'Hotel Rigopiano», le parole del vice presidente del Consiglio, Antonio Tajani, «il loro ricordo deve spronarci a lavorare affinché tragedie simili non avvengano più. Ricordo con gratitudine l'eroico lavoro svolto dai soccorritori, in particolare dalla Guardia di Finanza, il cui personale della Stazione del Soccorso alpino della Finanza dell'Aquila raggiunse per primo la struttura ancora isolata dalla neve, prestando soccorso alle persone intrappolate e contribuendo in modo decisivo a contenere il tragico bilancio della slavina».
Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha parlato di «una ferita ancora aperta, che lo resterà per lungo tempo. Una pagina nera per l'Abruzzo e l'Italia intera, diventata un simbolo negativo di come si gestisce un'emergenza e si organizzano i soccorsi. Si è ancora in attesa che i tribunali dicano una parola definitiva sulla vicenda per far comprendere quali responsabilità ci sono state. L'Abruzzo si stringe ai familiari delle vittime e ricorda lo sforzo eroico di soccorritori e volontari».
«A sette anni dalla tragedia di Rigopiano voglio rivolgere un pensiero alle 29 persone che persero la vita, alle loro famiglie e ai soccorritori che evitarono un bilancio ancora più grave», afferma il presidente della I Commissione affari costituzionali della Camera, Nazario Pagano, «è nel loro ricordo che, come amministratori pubblici, dobbiamo lavorare instancabilmente con l'obiettivo di mettere in sicurezza il territorio e scongiurare il rischio che, simili eventi, possano causare danni alle nostre comunità».
«Il nostro primo pensiero è per le 29 vittime, per le loro famiglie e per gli 11 sopravvissuti che porteranno sempre sulla loro pelle il segno di quella tragedia», dichiara il senatore abruzzese del Pd, Michele Fina, «le immagini di quella notte, la colonna dei soccorsi, il silenzio, sono lì a ricordarci le tante ferite che il nostro Abruzzo ha subito e sono un monito a non abbassare mai la guardia sulla prevenzione».
«Da abruzzese e da rappresentante delle istituzioni non posso che ricordare un dolore indelebile per la mia Regione e il mio Paese, una tragedia indimenticabile», ha affermato il senatore abruzzese e segretario regionale di Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi, che è intervenuto nell'aula del Senato per commemorare la tragedia di Rigopiano, «in questi giorni, in cui si tiene il processo di appello, confido che la giustizia accerti ogni responsabilità. Oggi, da 7 anni, si commemora un terribile dramma. E anche noi, da questa aula del Senato, cogliamo l'occasione per stringerci ai familiari delle vittime».
«Mantenere viva la memoria di quanto accaduto il 18 gennaio 2017 a Rigopiano è più che un dovere istituzionale: è un obbligo morale di tutti, ancor più quando si rivestono cariche amministrative», ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale d'Abruzzo, Lorenzo Sospiri che ha partecipato alla commemorazione a Farindolae, «c'eravamo 7 anni fa, ci siamo oggi come ogni anno in qualità di amministratori regionali, ma soprattutto come uomini e donne, padri, fratelli, zii, nonni, che in quella tragedia avrebbero potuto perdere i propri cari e che oggi hanno il compito di testimoniare e lavorare a tutela del territorio e dei cittadini».
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