Meloni: gli abruzzesi vogliono Marsilio

30 Dicembre 2018

La leader di FdI al battesimo del candidato presidente: «Attenti ai 5 Stelle. Hanno dimostrato di non saper governare»

PESCARA. «Per quanto la sinistra possa tentare di nascondersi, nascondere i suoi simboli e il Pd, c’è una continuità piena tra D’Alfonso e Legnini. Si può restituire un futuro diverso all’Abruzzo e sono convinta che con Marco Marsilio il centrodestra possa vincere in questa Regione». Inizia così la veloce mattinata abruzzese di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, a Montesilvano per fare endorsement al candidato della coalizione di centrodestra alla presidenza della Regione, che nonostante gli appelli all’unità incassa il “no” di Fabrizio Di Stefano, e il veto da parte della Lega alle candidature provenienti dall’area di centrosinistra. Il motivo ufficiale della visita è la bonifica della discarica che incombe da anni sulla foce del fiume Saline. La mattinata inizia con un sopralluogo nell’area del delta del fiume, per spostarsi poi nella sala dell’hotel River; ed è da qui che partono le stilettate agli avversari. Presenti molti esponenti del partito, dal coordinatore regionale Etel Sigismondi a Guerino Testa, Rocco Micucci, Stefano Cardelli e Pierluigi Biondi.
LA RAGGI D’ABRUZZO. La prima frecciata è quella rivolta al Pd, la seconda, è diretta ai Cinquestelle e alla «Raggi d’Abruzzo», dice Meloni, con evidente riferimento alla candidata pentastellata, Sara Marcozzi. «Attenti», aggiunge, «i Cinquestelle ogni volta, alla prova dei fatti, hanno dimostrato di non essere capaci di governare. Noi», riferendosi a FdI, «stiamo lavorando per costruire una coalizione più ampia possibile e avere un grande margine di vittoria. Credo che Marco Marsilio sia la scelta migliore e l’indicazione giusta nel momento in cui è stata richiesta dal territorio e quando si fanno queste scelte si deve guardare al territorio. Marco Marsilio è un purosangue abruzzese, figlio di una famiglia abruzzese che ha dovuto fare una scelta drammatica come tante altre, ovvero quella di trasferirsi perché qui non c’era lavoro. Oggi Marsilio ha deciso di fare un viaggio inverso, e non era scontato, visto che siamo in una regione dove c’era un presidente che non ha neanche finito il suo mandato per andarsi a sedere su una comoda poltrona da senatore. Oggi abbiamo qui, invece, chi da una comoda poltrona da senatore decide di venire a occuparsi della sua terra».
I PEDAGGI E IL TERMINAL. Secondo Meloni, l’esperienza di Marsilio, e la sua conoscenza dei palazzi romani, possono rappresentare un vantaggio per l’Abruzzo. «Non è un caso se il ministro Toninelli», ha aggiunto la leader di FdI, «sta prendendo in considerazione l’ipotesi di ridiscutere l’aumento dei pedaggi di A24 e A25 sulla base di una proposta e di un emendamento di FdI, presentata da Marsilio, o se abbiamo vinto la battaglia di non far spostare il terminal bus da Roma Tiburtina ad Anagnina, su proposte fatte da noi. Per questo considero Marco Marsilio un valore aggiunto». La settimana scorsa Marsilio ha presentato un emendamento alla legge di bilancio «che è stato bocciato dal ministro Toninelli», ha spiegato il candidato presidente. «So che sta lavorando a una soluzione - fosse anche una soluzione fotocopia dell’emendamento che ha bocciato - a me non interessa. A me interessa che il pedaggio non aumenti».
CENTRODESTRA UNITO. Nonostante i mal di pancia iniziali, alla fine, la coalizione di centrodestra sembra aver trovato la “quadra”, anche se all’appello manca ancora qualcuno. «C’è anche l’Udc e spero che si possa completare il discorso con le civiche», ha aggiunto Meloni. «Non penso che alla fine Fabrizio Di Stefano vorrà aiutare la sinistra o il Movimento cinque stelle», ma la previsione sembra essere smentita in serata.
Appello rilanciato, inutilmente, anche dal candidato presidente: «Ho rivolto e continuo a rivolgere un appello a Fabrizio Di Stefano perché torni a casa», ha detto Marsilio, «questa è la sua casa, sarebbe inspiegabile che non volesse partecipare a questa nuova stagione di governo della regione». Ma Di Stefano ha annunciato di tentare la scalata in solitaria.
I VETI. Sui cambi di casacca dell’ultima ora Marsilio è stato molto chiaro. «Veti? Occorre chiarezza politica, è chiaro che chi sta con D’Alfonso e continua a sostenere le maggioranze di centrosinistra», ha concluso, «non può far parte di un progetto di governo alternativo. Si può discutere su chi ha dato segni di rottura e discontinuità nel tempo, ma la questione va valutata in un’ottica complessiva e di condivisione di tutti i partiti della coalizione. Il centrodestra è già unito, e con un’ampia coalizione. Colgo l’occasione per rivolgere un appello a Fabrizio Di Stefano e ai suoi amici, perché scelgano di far parte di questa squadra di governo che renderà l’Abruzzo una regione migliore. Spero di poterlo avere al mio fianco».
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