Mennini: all’epoca lo interrogai io cercammo di rassicurarlo

31 Maggio 2015

PESCARA. «Mi rivolgo alla signora e ai figli di Cirillo: vostro padre aveva le mani pulite, era un galantuomo. Siate orgogliosi della sua onestà». Pietro Mennini, procuratore di Chieti, nel 1993,...

PESCARA. «Mi rivolgo alla signora e ai figli di Cirillo: vostro padre aveva le mani pulite, era un galantuomo. Siate orgogliosi della sua onestà». Pietro Mennini, procuratore di Chieti, nel 1993, come ha ricordato ieri mattina, con l’allora procuratore di Pescara Enrico Di Nicola era titolare dell’inchiesta in cui incappò anche Cirillo. «Interrogai il vostro papà», ha ricordato rivolgendosi ai figli dell’architetto seduti in prima fila, «lo trovai sconfortato, cercammo di rassicurarlo dicendo che la sua vicenda giudiziaria si sarebbe risolta in pochi giorni. Purtroppo non riuscì a superare quella gogna pubblica in cui fu posto. Fu grande il dolore nell’apprendere che aveva scelto di togliersi la vita. Nella stanza del procuratore pregammo e ci interrogammo se non avevamo sbagliato qualcosa. Ci fu chi cavalcò la tigre, ci indicarono come assassini, ma fu nobilissima la lettera in cui la signora e i fratelli di Cirillo ci “assolvevano” riconoscendo la correttezza del nostro operato. Questa targa risuoni come riparazione dovuta alla violenza della macchina della giustizia forse, della stampa sicuramente. Ci sono persone, anche tra noi, che sono stati perseguiti per non dire perseguitati», ha concluso Mennini riferendosi alla vicenda giudiziaria di D’Alfonso, «che questa vicenda suoni come un monito».