Meno incassi da multe e tasse: allarme per i conti del Comune

24 Marzo 2020

Il rinvio di Tari e Cosap manda in tilt le entrate dell’ente, a rischio anche contravvenzioni e parcheggi L’assessore Seccia: «Dovremo richiedere altri prestiti, ma non ci saranno tagli ai servizi e ai lavori»

PESCARA. L’emergenza coronavirus rischia di avere pesanti effetti anche sui conti del Comune. La decisione di sospendere e di rinviare di qualche mese i pagamenti di alcune imposte locali rischia di ridurre temporaneamente la liquidità dell’ente. Sono in pericolo anche altre entrate, come i proventi derivanti dai parcheggi e dalle multe per violazioni del Codice della strada, a causa del ridottissimo numero di veicoli in circolazione. Ci sono poi l’imposta di soggiorno, il cui gettito quest’anno potrebbe essere fortemente ridotto; le rette degli asili e delle mense che sono di fatto bloccate fino a data da destinarsi; il gettito derivante dagli oneri di costruzione, ossia la cosiddetta Bucalossi, che subirà sicuramente una forte contrazione per il blocco totale dei cantieri edili.
LE PREVISIONI. Secondo le prime stime degli uffici, la situazione non appare incoraggiante. A causa del rinvio dei termini dei pagamenti delle prime due rate della tassa sui rifiuti, spostati rispettivamente dal 31 marzo al 31 maggio e dal 31 maggio al 31 luglio, il Comune vedrà slittare di alcuni mesi circa 4 milioni di euro di incassi. Stesso discorso con il Canone di occupazione del suolo pubblico, il cui termine per i versamenti è slittato dal 31 marzo al 31 maggio. In questo caso l’incasso che viene rinviato sarebbe pari a un milione di euro.
Preoccupa anche la tassa di soggiorno, il cui incasso annuale ammonta a circa 120.000 euro, a causa del blocco totale del turismo che potrebbe protrarsi a lungo. Altri problemi potrebbero derivare dall’addizionale Irpef comunale che l’ente incassa generalmente tutti i mesi da marzo a dicembre e ora bloccata dallo Stato. Si ferma, inoltre, il gettito derivante dalle rette degli asili nido e dalle mense scolastiche. Stesso discorso per gli impianti sportivi comunali, ora chiusi e per la tassa sulla pubblicità. Infine, si dovranno rifare i conti per una riduzione quasi certa degli introiti per i parcheggi, per le multe e per gli oneri di costruzione.
RICORSO AI PRESTITI. L’amministrazione comunale conta di fare ricorso a maggiori anticipazioni di cassa per poter tamponare il rinvio delle entrate. «Ma non ci sarà nessun rischio di blocchi dei lavori o tagli dei servizi per i cittadini», ha assicurato ieri l’assessore alle finanze Eugenio Seccia, «il problema è la liquidità. Questo significa che se andiamo in crisi di liquidità, dovremo chiedere al nostro tesoriere, la Caripe, un aumento delle anticipazioni fino a 40 milioni, ma in questo caso dovremmo pagare di più per gli interessi. A meno che lo Stato non aiuti i Comuni e riduca i tassi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA