Meno personale, tagli sulla spesa per due milioni
PESCARA. Con la riduzione di personale, passato da 293 addetti del 2014 a 246 di oggi, la Provincia di Pescara ha risparmiato 2 milioni di euro. Una sforbiciata non indifferente alle spese dell’ente,...
PESCARA. Con la riduzione di personale, passato da 293 addetti del 2014 a 246 di oggi, la Provincia di Pescara ha risparmiato 2 milioni di euro. Una sforbiciata non indifferente alle spese dell’ente, fa notare il presidente Antonio Di Marco, che parla di «un consistente contributo alla spending review delle Province. Ad, oggi», comunica Di Marco, «abbiamo già fatto a meno di tre dirigenti e di vari funzionari e impiegati che hanno interrotto il rapporto di lavoro per pensionamento. In più abbiamo fatto a meno della figura del direttore generale, senza considerare i contratti a tempo determinato, scaduti nel 2014 e mai rinnovati».
Analizzando nel dettaglio il dato sui tagli del personale, Di Marco parla di 38 persone che sono andate in pensione, avvalendosi della legge pre-Fornero, e nove dipendenti che sono stati trasferiti, usufruendo della possibilità di spostarsi in altri enti previsti dalla legge di riordino delle Province. Di questi, cinque sono andati nei Comuni di Pescara, Cepagatti, Montesilvano e Loreto Aprutino; tre dirigenti (due dipendenti della Provincia e uno a contratto) presso la Giunta regionale e due funzionari, avvalendosi sempre della priorità concessa ai dipendenti provinciali, si sono trasferiti negli uffici del Tribunale a Pescara e Milano. A seguito degli accordi appena siglati con la Regione, altre 30 unità lasceranno la Provincia per essere trasferite in questo ente, cioè quei lavoratori che si occupano delle funzioni non più di competenza dalle Province, ovvero la Formazione Professionale, l'UMA, il Genio Civile, l'Energia e l'Ambiente. Così si otterrà un risparmio di altri 890.000 euro.
In considerazione dell'individuazione del personale da adibire alle funzioni fondamentali, spiega Di Marco, «continueremo ad assecondare e incentivare la mobilità per coloro che sono disposti a trasferirsi in altri enti, laddove ci sia la concreta possibilità di assorbire personale proveniente dalla Provincia. Per i Comuni si apre un’opportunità, perché potrebbero avvalersi di lavoratori di esperienza, che darebbero un valido contributo alla conduzione dell'amministrazione pubblica».

