Meno pescaresi al lavoro in bici

23 Settembre 2016

Il sondaggio di Pescarabici: censiti 1.100 ciclisti in meno rispetto all’anno scorso

PESCARA. Quanti sono i pescaresi che la mattina vanno a lavoro in bicicletta? E quali le strade più percorse? Le risposte arrivano da una fotografia che ha scattato ieri l’associazione Pescarabici nell’ambito del “Bike to work 2016” per la settimana europea della mobilità sostenibile. Una foto scattata con la forza dei numeri che raccontano di 2.306 ciclisti censiti ieri mattina da 14 postazioni sparse per la città. Un numero che va diviso tra 1.502 uomini e 84 donne e che vede già nella fascia oraria tra le 7,30 e le 8,30 661 uomini e 385 donne in sella alla bici verso il posto di lavoro. Ma il numero non tragga in inganno: nel 2015 i pescaresi censiti sulla bici per andare al lavoro sono stati 3.425, un record se confrontato anche con i numeri degli anni precedenti: 2.710 nel 2011, 1.434 nel 2012; 2.979 nel 2013 e 2.791 nel 2014. Come fa notare la presidente dell’associazione, Laura Di Russo, alle 7,30 di ieri mattina in molte zone della città piovigginava e questo «ha condizionato l’uso della bicicletta». Circostanza che a detta di Di Russo dimostra che i pescaresi non sono “ciclisti europei” considerando la flessione del numero complessivo dei ciclisti per motivi “metereologici”.

Analizzando poi i numeri registrati nelle varie postazioni, la strada parco è la più frequentata (304 ciclisti) dopo piazza Unione (308), mentre via Regina Margherita con la nuova pista ciclabile ha avuto ben 181 passaggi «a testimoniare che il tracciato protetto è sempre molto frequentato». Quanto al primato della rotatoria di piazza Unione, Pescarabici rileva, a contrasto, una significativa difficoltà di transito per i ciclisti.

Altro dato interessante è quello rilevato su via Aremogna, sull’asse stazione ferroviaria-Regione Abruzzo-Provincia-Ospedale: «Nella sua criticità di strada in salita e a senso unico», come sottolineano dall’associazione, ci sono stati 180 passaggi di altrettanti ciclisti, così come all’incrocio tra via Fabrizi e via Venezia, 183: «Entrame le situazioni meriterebbero una valutazione più approfondita in quanto zone di transito per l’accesso a servizi pubblici importanti» fa notare Pescarabici.

«Le ragioni del più scarso traffico di ciclisti urbani rispetto alle precedenti edizioni», dichiara Di Russo, «vanno ricercate anche in altre direzioni, come ci hanno dichiarato gli stessi cittadini durante le rilevazioni. La mancanza di sicurezza sulle strade, gli stalli per bici quasi inesistenti edi continui furti sono forti deterrenti all'uso della bicicletta».

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