Meno ricoveri in intensiva ma ci sono altre 21 vittime

14 Aprile 2021

Dopo due mesi i posti occupati in rianimazione al di sotto della soglia d’allarme Pescara ha l’incidenza più bassa in Italia. Nell’Aquilano la situazione resta critica

PESCARA. Altre 21 persone morte con il Covid-19 in Abruzzo. Il bilancio delle vittime sale così a quota 2.269. Al tragico dato relativo ai decessi si contrappongono due elementi positivi. Da un lato i ricoveri in terapia intensiva che, dopo due mesi, tornano al di sotto della soglia di allarme. Dall’altro i numeri del Pescarese che al momento è la provincia italiana con la più bassa incidenza dei contagi settimanali per centomila abitanti.
Continua a peggiorare, però, la situazione nella provincia dell'Aquila. «Persiste una pressione molto forte nella Marsica e nell’Aquilano, questa settimana e la prossima saranno determinanti per capire se potremo tirare un sospiro di sollievo», afferma il referente regionale per le emergenze, Alberto Albani.
NUOVI CASI
I nuovi casi, in Abruzzo, sono 174. Sono emersi dall’analisi di 3.238 tamponi: è risultato positivo il 5,37% dei campioni. Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di un anno del Chietino e il più anziano un 94enne dell’Aquilano. Quelli con meno di 19 anni sono 33: 18 in provincia dell’Aquila, dieci in provincia di Teramo e cinque in provincia di Chieti. La località con più nuovi casi è L’Aquila (40).
A livello provinciale l’incremento più consistente si registra proprio nell’Aquilano (89), seguito dal Teramano (54). Tredici i nuovi casi nel Chietino, che nel frattempo diventa la provincia con il più alto numero complessivo di contagi dall’inizio dell'emergenza ad oggi (17.482). Solo sei i casi in provincia di Pescara.
MIGLIORE D’ITALIA
Dopo essere stata per diversi giorni, a fine febbraio, il territorio con il valore più alto, alla luce degli ultimi dati Pescara è la provincia italiana con la più bassa incidenza settimanale dei casi per centomila abitanti: il dato al momento è pari a 53. Tra metà febbraio e metà marzo, il territorio, in particolare l’area metropolitana, è stato martoriato dalla variante inglese, che ha iniziato a circolare in modo spaventoso, prima che nel resto d’Italia. Tanto che il 16 febbraio la provincia ha registrato il record di nuovi casi, 329, e tre giorni dopo quello dell'incidenza, arrivata a 505, a fronte di una soglia di allarme pari a 250. Nella stessa data anche Pescara città ha raggiunto il picco massimo, 522. Oggi, però, si vedono gli effetti dei quasi 40 giorni trascorsi in zona rossa. Ancora migliore del dato provinciale è quello del capoluogo adriatico, che ha un’incidenza pari a 47,5.
EMERGENZA L’AQUILA
Continua invece a peggiorare la situazione nell’Aquilano, dove si trovano 38 dei 41 comuni abruzzesi al momento inseriti in zona rossa. Le situazioni più critiche riguardano la Marsica e l’area del capoluogo. L’incidenza settimanale, a livello provinciale, sale a 204. L’Aquila città, invece, con un dato pari a 234, si avvicina alla soglia di allarme. «Saranno determinanti i dati dei prossimi giorni per capire se si tratti di un trend o meno», dice Albani, a capo della task force sull’emergenza coronavirus, «ma la situazione ci preoccupa, perché al di là dei numeri assoluti la pressione ospedaliera è molto forte». L’esperto si dice convinto che «questa e la prossima settimana sono importantissime per l’Abruzzo: dobbiamo valutare gli effetti della Pasqua e quelli della riapertura delle scuole. Dai dati dei prossimi dieci, quindici giorni capiremo se potremo tirare un sospiro di sollievo».
TERAPIE INTENSIVE
Un segnale positivo, intanto, arriva dai ricoveri in terapia intensiva. Il tasso di occupazione dei posti letto, dopo circa due mesi, torna al di sotto della soglia di allarme del 30%: al momento il dato è al 27%. In rianimazione sono ricoverate 59 persone, cioè cinque in meno rispetto a lunedì, al netto di decessi, dimissioni e sei nuovi accessi. Un dato ben lontano dal record assoluto registrato il 13 marzo, quando in terapia intensiva c'erano 94 persone. In area medica, invece, sono ricoverati 553 pazienti (-16).
VITTIME
Resta alto il dato sui decessi. I 21 segnalati nell’ultimo bollettino, otto dei quali relativi ai giorni scorsi, ma comunicati solo ieri dalle Asl, riguardano persone di età compresa tra 60 e 102 anni: sei in provincia di Chieti, sei in provincia di Pescara, quattro in provincia di Teramo e cinque in provincia dell'Aquila. Le 13 vittime più recenti sono una 60enne di Roseto, un 63enne di Sulmona, un 65enne di Teramo, un 68enne di Avezzano, un 73enne di Chieti, una 74enne di Lanciano, una 87enne di Orsogna, un 88enne dell’Aquila, un 89enne di Sulmona, una 90enne di Atri, una 92enne di Pineto, un 93enne di Cappadocia e una 99enne di Vasto.