«Meno tasse a chi decide di vivere nei piccoli centri»

21 Ottobre 2023

Appello di D’Ercole (Giovani): «Così possiamo combattere lo spopolamento» Il presidente D’Alberto: «Noi sindaci uniti contro Covid e calamità naturali»

TERAMO. La forza, le fragilità, le esigenze e le potenzialità dei Comuni al centro dell'assemblea regionale Anci Abruzzo, focalizzata su Pnrr e digitalizzazione, che ieri pomeriggio si è svolta al parco della scienza di Teramo. Sala gremita da sindaci e amministratori giunti da ogni angolo della regione, col presidente dell'Anci nazionale e sindaco di Bari, Antonio Decaro, ospite d'eccezione. A fare gli onori di casa è stato il primo cittadino di Teramo, Gianguido D'Alberto, presidente dell'Anci Abruzzo. Filo rosso degli interventi è stata la centralità degli enti locali nel “sistema Paese”, rivendicata con orgoglio in un territorio ripetutamente ferito negli ultimi quindici anni dalle calamità naturali. «Sisma, alluvioni, in ultimo il Covid: nonostante tutto siamo stati capaci di fare rete, di resistere e reagire dimostrando che la nostra comunità è forte», ha detto D'Alberto che da qui è partito per tratteggiare l'Abruzzo dei Comuni, alle prese con ricostruzione post sisma, spopolamento, denatalità e sforzi importanti per rispondere “presente»»alla chiamata del Pnrr. Sforzi causati «soprattutto dalla carenza di personale all'interno dei nostri enti: l'Abruzzo in dieci anni ha perso il 31% del personale. Un dato superiore alla media nazionale. Nonostante ciò l'opportunità del Pnrr è stata colta», ha spiegato D'Alberto. Sul punto Decaro ha difeso l'impegno e i risultati dei Comuni, a dispetto delle critiche che spesso piovono sugli enti locali circa la capacità di spesa: «L'Abruzzo ha speso l'81% delle risorse del Pnrr: un dato altissimo. C'è un accanimento strano nei confronti dei comuni che sono l'investitore pubblico più importante del Paese spendendo il 25% delle risorse per opere pubbliche», ha detto il presidente Anci rilanciando l'appello dei colleghi sindaci affinché non si tocchino i fondi del Pnrr poiché si rischierebbe il blocco di tantissimi cantieri. Il piano di ripresa e resilienza sta dando uno slancio vitale anche a molte piccole realtà dell'entroterra, oppresse da un graduale spopolamento. Tema, questo, ampiamente affrontato nell'incontro di ieri e che sarà al centro dell'assemblea nazionale dell'Anci di Genova la prossima settimana. In Abruzzo c'è il più alto numero di piccoli comuni d'Italia ed il rischio di vederli sparire è sentito: Vincenzo D’Ercole, coordinatore Anci Giovani Abruzzo e sindaco di Castiglione Messer Raimondo, ha perciò chiesto a D'Alberto e Decaro di farsi portavoce di «una battaglia a livello nazionale affinché vivere nelle aree interne sia conveniente: non basta garantire servizi, ma anche intervenire sulle tasse. Coi fondi del Pnrr si stanno finalmente realizzando importanti opere pubbliche, ma rischiano di restare cattedrali nel deserto se poi non conviene vivere in questi posti. Che ce ne faremo di asili nuovi se non avremo bambini?», ha detto D'Ercole. Per Decaro lo spopolamento delle aree interne rappresenta «un problema del Paese, non del singolo territorio: bisogna adottare un’agenda del contro esodo, riportando le persone ad abitare nei piccoli comuni. Il Covid ci ha lasciato un disastro sociale ma ci ha lasciato anche un insegnamento: si può lavorare da casa anche in un piccolo paese, grazie alle infrastrutture digitali. Lavoriamo su questo», ha detto. Nel corso dell'assemblea hanno portato i loro contributi da amministratori anche Angelo Caruso, vicepresidente nazionale UPI e sindaco di Castel di Sangro; Rocco Micucci, vicepresidente Anci Abruzzo e sindaco di Rapino; i sindaci di Pescara, L'Aquila e Chieti, Carlo Masci, Pierluigi Biondi e Diego Ferrara.
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