Mensa a scuola, lite per l’appalto Ora scatta la diffida al Comune

22 Novembre 2023

Conteso il servizio da oltre 610mila pasti all’anno per 20 milioni di euro: attesa per la decisione del Tar La seconda classificata pronta a chiedere i danni: «No alla firma del contratto prima della sentenza»

PESCARA. Lo scontro giudiziario da 20 milioni di euro per la mensa scolastica di Pescara – 4mila pasti al giorno per 5 anni (oltre 610mila) – sale di livello. E adesso, in attesa di una decisione del Tar sulla gara d’appalto del Comune, i colossi della ristorazione in concorrenza mostrano gli artigli con le carte bollate: in una lettera di due pagine, la Serenissima Ristorazione di Vicenza, l’impresa che (in proroga) gestisce la mensa nelle scuole pescaresi da 4 anni, «intima» all’amministrazione Masci di non firmare il contratto con le due ditte vincitrici dell’appalto, la Elior di Milano e la Sh Gestioni srl di Chieti, unite nella formula del raggruppamento temporaneo di imprese (rti), «fintanto che il Tar non si sia pronunciato nel merito». In mezzo ci sono i giorni che passano: la proroga alla Serenissima scadrà il 31 dicembre prossimo.
TRE IPOTESI Delle 5 ditte che hanno risposto al bando, la Serenissima è giunta seconda. Le altre partecipanti sono: Cns Consorzio nazionale servizi soc. coop. con sede a Bologna, la Gemos soc. coop. di Faenza e la Dussmann service srl di Milano. Cosa accadrà dall’8 gennaio in poi con la riapertura di nidi, asili, scuole elementari e medie? Ad oggi, in Comune, nessuno sa dire con certezza chi servirà i pasti ai bambini e ai ragazzi. Tre sono le ipotesi sul tavolo, la prima è: avanti con l’affidamento alle ditte vincitrici dell’appalto, partenza della nuova gestione subito dopo le vacanze natalizie e, in questo caso, le tariffe subirebbero un aumento (prezzo massimo 5,928 euro); la seconda è un’altra proroga alla Serenissima – sarebbe la terza – almeno fino al pronunciamento del Tar; l’ultima è uno stop al servizio mensa con gli alunni costretti a mangiare in classe i panini portati da casa. Questa terza ipotesi potrebbe essere la conseguenza estrema della lite anche se, in un’intervista al Centro, l’assessore alla Pubblica istruzione Gianni Santilli di FdI ha promesso che «i pasti saranno sempre assicurati, in un modo o nell’altro».
CARTE NEGATE L’ultima lettera della Serenissima arrivata in municipio, con le firme degli avvocati Andrea Manzi e Giangiorgio Macdonald, ufficializza l’inasprimento della lite: in preparazione del ricorso al Tar «per la legittima difesa in giudizio dei propri interessi», la Serenissima ha chiesto al Comune gli atti dell’offerta presentata dalle ditte Elior e Sh Gestioni. Ma dal Comune è arrivato un no perché «le informazioni tecniche, commerciali e gestionali sono coperte dal know-how industriale». Un rifiuto «illegittimo» secondo la versione della Serenissima: è «del tutto evidente l’illegittimità del comportamento tenuto dall’amministrazione», recita la lettera che anticipa il «formale ricorso al Tar – comprensivo di istanza di sospensione cautelare – al fine di ottenere l’integrale ostensione della documentazione richiesta ed impugnare l’aggiudicazione disposta a favore del rti Elior-Sh Gestioni».
APPALTO CONTESO L’appalto è sempre più conteso e le famiglie pescaresi fanno da spettatori in attesa di due decisioni, una del Comune sul futuro prossimo del servizio e l’altra del Tar sull’assegnazione dell’appalto: «Si intima all’amministrazione», dicono gli avvocati della Serenissima, «di non procedere con l’eventuale stipula del contratto di concessione con il rti aggiudicatario fintanto che il Tar non si sia pronunciato nel merito della questione». E la Serenissima minaccia una richiesta di risarcimento danni e fa anche i conti in tasca al Comune: «Un tale comportamento, infatti, oltre a poter pregiudicare l’effettiva tutela sostanziale degli interessi della scrivente, sarebbe contrario anche agli interessi della stessa amministrazione, che potrebbe vedersi condannata ad un rilevante risarcimento economico in caso di soccombenza, nonché dei propri cittadini, in considerazione del fatto che il prezzo offerto dal rti aggiudicatario è più alto di quasi il 10% rispetto a quello attualmente applicato».
DOPO LA REVOCA La Serenissima era subentrata in corsa nel 2019 con la revoca della concessione all’ati Cir Food-Bioristoro Italia srl dopo le intossicazioni alimentari a un centinaio di alunni a causa di un formaggio.