Mensa poveri, il Comune paga 4mila euro al mese

L’amministrazione comunale si farà carico dei costi (100mila euro) per adeguare i locali presi in affitto dalla ditta Setac di Alesio Carletti, ma poi potrà riscattarli
MONTESILVANO. Una nuova mensa per i poveri e un emporio solidale apriranno presto in città. La giunta comunale ha dato il via libera alle procedure relative all’affitto dei locali che ospiteranno i due servizi per le fasce sociali più svantaggiate. Dopo aver pubblicato, nei mesi scorsi, un avviso per raccogliere le manifestazioni di interesse, da parte dei privati proprietari di sedi idonee allo scopo, l’amministrazione ha ora individuato lo stabile che ospiterà la mensa e l’emporio solidale.
Si tratta di un locale di proprietà della ditta Setac snc, del noto costruttore montesilvanese Alesio Carletti, al civico 346 di corso Umberto: circa 600 metri quadrati con area esterna esclusiva per 490 mq. L’immobile è stato scelto tra altre 6 proposte pervenute a palazzo di città – relative a edifici su via Chiarini, viale Abruzzo, via Verrotti, via San Gottardo e sulla stessa nazionale – perché, come si legge nella delibera, si presenta idoneo «per realizzare in un’unica struttura sia l'emporio solidale sia la mensa dei poveri». Molto soddisfacente è la centralità dell’edificio, che quindi offre la possibilità di realizzare servizi di facilissima fruibilità. L’immobile sarà affidato in affitto al Comune, o meglio all’Azienda speciale, per 6 anni, senza possibilità di recesso nei primi tre, a un canone mensile di 4mila 200 euro. Da contratto, il Comune avrà la possibilità, qualora lo ritenesse opportuno, di riscattare l'immobile attraverso lo scomputo di parte degli affitti pagati, fino a un massimo del 60%. Saranno a carico dell’ente i costi per rendere funzionale la sede, circa 100mila euro. L’iniziativa promossa dall’amministrazione rientra in un più ampio progetto denominato "Alleanza contro la povertà - Montesilvano", elaborato con la fondazione Caritas diocesana Pescara – Penne, sulla base di un piano finanziario che prevede la compartecipazione della fondazione Caritas (44mila 600 euro), dell'Azienda Speciale (26mila 600 euro) e del Comune, per la quota relativa ai lavori di adeguamento strutturale. Circa 100 mila euro, infine, sono a carico del fondo Lira Unrra 2015, così come approvato dal ministero dell'Interno.
La mensa dei poveri, in realtà, era prevista nell’ex Villa Falini, sempre su corso Umberto, ma a causa dei tempi di attuazione del progetto, per non perdere i finanziamenti del fondo Lira, il Comune ha deciso di approvare una soluzione alternativa.
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