Mensa scolastica, slitta il cambio La stangata rinviata di un mese

20 Dicembre 2023

Si apre lo scontro al Tar, il Comune firma la proroga alla Serenissima fino al 31 gennaio per garantire i pasti Rinviato il passaggio di consegne alle nuove ditte. L’assessore Santilli: «Per ora non ci saranno aumenti»

PESCARA. Per adesso, niente cambio di gestione alla mensa scolastica di Pescara. Slitta il passaggio di consegne tra la Serenissima Ristorazione srl di Vicenza, ditta uscente che opera in proroga da oltre un anno, e le imprese vincitrici della gara d’appalto da 20 milioni di euro, la Elior di Milano e la Sh Gestioni srl di Chieti, unite nella formula del raggruppamento temporaneo di imprese (rti). L’8 gennaio, al rientro dalle vacanze natalizie, sarà ancora la Serenissima a preparare i pasti per i 4mila alunni pescaresi. È l’effetto di uno scontro giudiziario che potrebbe andare avanti a oltranza. L’udienza sull’appalto conteso davanti al Tar è in programma il 12 gennaio ma non si può prevedere quando sarà presa la decisione: da una parte, ci sarà la Serenissima, seconda classificata alla gara, che chiede la sospensiva dell’affidamento alla Elior-Sh Gestioni, e dall’altra l’amministrazione Masci che vuole andare avanti con l’appalto. E la lite al Tar innesca la polemica politica con il Pd che accusa: «A Pescara ci saranno le tariffe più care d’Italia».
«PROROGA TECNICA» L’assessore alla Pubblica istruzione, Gianni Santilli di Fratelli d’Italia, la chiama «un’ulteriore proroga tecnica»: fino al 31 gennaio 2024 sarà ancora la Serenissima a occuparsi del servizio di refezione scolastica. «La stessa Serenissima», dice Santilli, «nelle more della stipula del contratto per la ristorazione scolastica nelle scuole cittadine con il nuovo operatore economico aggiudicatario, ha proposto l’11 dicembre scorso – quale soggetto partecipante alla gara – ricorso al Tar. Considerato l’imminente periodo natalizio e la ripresa delle attività scolastiche per l’8 gennaio 2024, quindi dopo le festività», afferma l’assessore, «si è dovuto evitare qualsiasi rischio di interruzione del servizio di ristorazione». E l’assessore annuncia che, per il mese di gennaio, non scatteranno gli aumenti previsti con il nuovo appalto e contestati dalle famiglie e dall’opposizione: «Non vi sarà naturalmente nemmeno l’applicazione delle nuove tariffe sino a tutto il mese gennaio». Ma la stangata con le tariffe raddoppiate è soltanto rinviata. Santilli aggiunge la sua previsione: «Il servizio è stato affidato al costituendo rti Elior ristorazione spa (capogruppo) e sarà erogato quale “mensa scolastica biologica”, al fine di promuovere il consumo di prodotti biologici e sostenibili per l’ambiente nell’ambito del servizio reso nel territorio comunale».
IL PD E LE TARIFFE Ieri, il caso della mensa scolastica è stato al centro della commissione Controllo e garanzia presieduta dal consigliere Pd Piero Giampietro: «Ora si proceda alla rimodulazione radicale delle tariffe per evitare di scaricare da febbraio sui genitori pescaresi le tariffe più care d’Italia», dice Giampietro, «abbiamo chiesto rassicurazioni sul fatto che in caso di rigetto dell’istanza di sospensiva, sulla quale il Tar si riunirà il 12 gennaio, non ci siano interruzioni del servizio a causa di un cambio appalto in pieno anno scolastico», sottolinea Giampietro, «e che non ci siano problemi neppure per il personale». L’opposizione mira ad abbassare le tariffe: «Ma ora ci sono anche i tempi utili per arrivare ad una radicale rimodulazione delle carissime tariffe introdotte dalla giunta Masci, considerando che quelle imposte dal centrodestra farebbero di Pescara le mense fra le più care d’Italia, passando da 3,71 euro a quasi 6 a pasto a causa dell’abolizione del contributo comunale da sempre garantito al servizio per tenere basse le tariffe». Il consigliere accusa: «Assieme agli altri consiglieri di opposizione abbiamo ribadito che fare cassa sulle mense delle scuole dell’obbligo è inaccettabile, e in fase di discussione del bilancio 2024 chiediamo una netta retromarcia alla giunta Masci ed al centrodestra, che con la loro decisione colpiscono violentemente la scuola pubblica e i genitori che lavorano».