Mense al via a fine mese: protesta a Montesilvano

5 Ottobre 2020

Rifondazione: «Le lavoratrici della Serenissima sono senza lavoro da marzo Penalizzati anche i genitori e i bimbi che da anni consumano il pasto nelle aule»

MONTESILVANO. Accelerare l’attivazione del servizio di refezione scolastica per andare incontro alle famiglie e soprattutto alle lavoratrici della mensa, senza lavoro e senza certezze da marzo.
E’ questo l’appello lanciato dal segretario provinciale di Rifondazione comunista Corrado Di Sante che, a qualche giorno dall’annuncio da parte del Comune che l’avvio del servizio slitterà alla fine di questo mese, torna a sollevare il problema del personale addetto alle mense scolastiche.
«La riapertura delle mense è purtroppo in alto mare, siamo ancora alle riunioni interlocutorie», evidenzia Di Sante in riferimento alla riunione svolta nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale con la ditta Serenissima e i dirigenti scolastici, alla quale farà seguito un nuovo incontro in programma domani.
«È già vergognoso che, normalmente, senza Covid-19, dalla riapertura della scuola trascorra a Montesilvano quasi un mese per riaprire le mense. In questa situazione, con le lavoratrici della Serenissima senza lavoro da marzo, è un crimine allungare sine die i tempi, un vero e proprio attacco al reddito che aggrava la situazione economica delle lavoratrici, un’ingiustizia nei confronti delle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, un danno al benessere di quei bambini per i quali il pasto a scuola è l’unico pasto completo della giornata».
L’esponente di Rifondazione comunista, ricordando come a Pescara il servizio gestito dalla stessa ditta riprenderà già da oggi e auspicando il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali alla prossima riunione, auspica che si arrivi a un rapido avvio del servizio in totale sicurezza per lavoratrici, bambini e famiglie.
Di Sante evidenzia poi un altro aspetto, ossia che il protocollo del Miur in merito ai servizi mensa prevede che, in mancanza di aule mensa volte a garantire la distanza, «in via residuale si potrà consumare il pasto nelle aule».
«A Montesilvano, nell’anno scolastico appena concluso, come nei precedenti, nessun plesso di nessun istituto era dotato di una sala mensa e in tutte le scuole si consumava il pasto all’interno dell’aula dove si svolgevano le attività ordinarie, allungando i tempi e aumentando i carichi di lavoro di collaboratori e addetti», prosegue Di Sante, «Quella che causa Covid ora per il Miur è una scelta eccezionale e residuale, a Montesilvano per la mancanza di spazi idonei era la regola già prima del Covid».
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