Mense, ancora caos: 60 bambini portano il pranzo da casa

Ieri seconda protesta del comitato guidato da Cretarola E il 23 aprile si annuncia una manifestazione dei genitori
PESCARA. Sono stati una sessantina i bambini che ieri hanno consumato a scuola il pasto preparato a casa dai genitori. E’ il secondo venerdì consecutivo che una parte delle mamme e dei papà decidono di protestare contro il Comune, aderendo allo “sciopero bianco” promosso dal comitato “Noi a scuola”, presieduto da Claudio Cretarola, fortemente critico nei confronti del Comune.
La polemica nasce dal modo in cui viene gestito il servizio di refezione scolastica e poi per il mancato coinvolgimento delle famiglie nei controlli in questo settore (che sono affidati alla Commissione mensa e ai gruppi mensa, disciplinati in un regolamento approvato il mese scorso, ma non ancora decollati).
La scorsa settimana, i partecipanti erano stati 200 e alcune scuole avevano reagito all’annuncio dello sciopero bianco chiedendo ai genitori di far pranzare i bambini direttamente a casa, evitando di portare il pasto a scuola.
Ieri, dopo una diffida inviata a tutte le dirigenti scolastiche dall’avvocato Giorgio Vecchione proprio per conto del comitato di genitori, non sono stati imposti divieti: i bambini sono arrivati a scuola con il pranzo preparato a casa e hanno avuto la possibilità di consumarlo o in aula oppure, ma i casi sono stati pochi, in refettorio.
Venerdì scorso, il Comune aveva vietato la possibilità di mangiare il pasto da casa in refettorio. Soddisfatto Cretarola. «Il numero dei partecipanti è diminuito rispetto alla scorsa settimana», dice Cretarola. Ma il commento è positivo perché «hanno vinto la legalità, la libertà di scelta e la democrazia visto che siamo riusciti a far consumare il pasto da casa». Il rappresentante del Comitato fa notare che nel frattempo «nulla si è mosso per accogliere le nostre richieste. Eppure, tutto questo si poteva evitare», prosegue criticando il Comune. “Noi a mensa” non si ferma. Nonostante che molti genitori siano «intimoriti» dopo l’arrivo dei carabinieri in una scuola, per lo sciopero della scorsa settimana, si annuncia una nuova protesta, con una manifestazione, il 23 gennaio. «E non saremo soli», assicura Cretarola.

