Mense, genitori in piazza «Basta con le prese in giro»

23 Settembre 2018

Domani la manifestazione davanti al Comune. Partecipano anche le cuoche E giovedì porteranno a protestare anche i bambini: pranzo al sacco in piazza Italia

PESCARA. Il comitato spontaneo di genitori e insegnanti “Noi a mensa” scende in piazza. E chiama tutti i genitori a protestare domani mattina (alle 9.30) davanti a Palazzo di città, dove si riunirà il Consiglio comunale. In piazza ci saranno anche le lavoratrici delle mense, come deciso durante un’assemblea della Cgil, rimaste senza stipendio da tre mesi e in cerca di garanzie occupazionali.
«Intervenite numerosi, altrimenti poi non vi lamentate», dicono gli organizzatori della manifestazione, “Noi a mensa”, puntando il dito contro il Comune per il modo in cui ha gestito l’emergenza per il servizio di refezione scolastica. Dopo la tossinfezione alimentare di giugno, che ha coinvolto oltre 200 bambini, l’amministrazione ha deciso di risolvere il contratto con la Cir Food, che si occupava della refezione scolastica, e di rivolgersi alla seconda in graduatoria, l’associazione temporanea d’impresa composta da Camst e Csa che due giorni fa ha respinto la proposta del Comune. E oggi a Palazzo di città ci sarà un incontro con la terza in graduatoria, la ditta Serenissima, per valutare l’eventuale disponibilità a svolgere il servizio. Il comitato “Noi a mensa Pescara non ci sta”. «Fino ad oggi siamo stati in silenzio», dice il presidente Claudio Cretarola perché «non volevamo far sentire pressioni. Abbiamo dato fiducia totale al Comune e ai tecnici ma si sono dimostrati incompetenti, non all’altezza di gestire un’emergenza del genere: la seconda in graduatoria doveva essere messa alle strette già i primi giorni di settembre, per avere una risposta, affermativa o negativa. E invece siamo arrivati a pochi giorni dalla data di attivazione del servizio e ci rendiamo conto che il primo ottobre non accadrà nulla. Per noi, invece, è fondamentale che cominci il tempo pieno». Il comitato ha indicato la strada da seguire a fine agosto quando ha inviato una diffida al sindaco Marco Alessandrini e, per conoscenza, agli uffici del Comune, alla Asl e alle dirigenti scolastiche, per comunicare che dal primo ottobre, in assenza del servizio mensa, «i genitori provvederanno con il pasto domestico», in modo da «poter preservare il tempo pieno». Le scuole, è scritto nella diffida, «dovranno provvedere» a far pranzare tutti gli alunni nello stesso orario e nello stesso luogo. Se poi il servizio mensa dovesse essere operativo, i genitori saranno liberi di scegliere tra le due alternative. «Le regole vogliamo dettarle noi», conclude Cretarola, «e ci atteniamo alla disciplina nazionale sul pasto da casa». Come dire che il comitato non attribuisce alcun valore al Regolamento di cui si sta discutendo a Pescara. Al momento, però, l’attivazione del servizio mensa, e in alternativa del pasto da casa, è rinviata a metà ottobre.
Domani in piazza Italia ci sarà anche il comitato “Genitori a tempo pieno”, rappresentato da Daniela Giansante e Marcello Sonaglia, le cui istanze sono le stesse: «Ricorrere al pranzo da casa per fare in modo che venga attivato il tempo pieno». Questo comitato annuncia anche un’altra protesta, in programma giovedì, alle 13.30, sempre davanti al Comune. In questo caso interverranno direttamente i bambini, protagonisti di tutta questa vicenda. «Li porteremo davanti al Comune e lì consumeranno un pranzo al sacco», spiega Giansante anticipando che ci sarà anche un banchetto per la raccolta di firme «finalizzata a chiedere il tempo pieno».