Mense, il Comune blocca le ispezioni avviate dai genitori

Lettera ai dirigenti scolastici per impedire i controlli dei pasti «Può occuparsene solo la commissione, ma non è più attiva»
PESCARA. Niente più ispezioni dei genitori nelle mense scolastiche. Il Comune ha alzato una barriera che sembra invalicabile dopo le iniziative propositive dei genitori, prima tra tutte quella dell’istituto comprensivo Pescara 9 dove il “gruppo mensa” di mamme e papà ha organizzato dei controlli diretti durante il pranzo dei bimbi a scuola. Con una lettera urgente a tutti i dirigenti scolastici, Palazzo di città ha dettato le regole. Il settore Pubblica Istruzione ha specificato che «l’ingresso nei locali comunali del servizio di refezione si intende non autorizzato al di fuori del personale della concessionaria, del personale comunale, degli organi ispettivi istituzionali, del personale della scuola addetto alla vigilanza e dei fruitori del servizio». Il divieto, si fa notare nel documento, è finalizzato a «garantire la sicurezza dei luoghi, predisposti per l’accoglienza di minori e l’erogazione di un servizio comunale di pubblica utilità che esige il pieno rispetto dei vincoli igienico-sanitari».
Il Comune stronca così sul nascere l’iniziativa di quei genitori desiderosi di vedere di persona cosa mangiano (e bevono) i bambini nelle mense scolastiche. I primi a muoversi (d’intesa con la ditta Serenissima ristorazione che si occupa del servizio) sono stati i componenti del “gruppo mensa” che è stato istituito all’interno del “Comitato genitori I.C. 9”. Lo spunto è stato colto al volo in altri istituti, visto che i genitori non vogliono correre il rischio che si ripetano episodi simili a quello dell’anno scorso, quando una tossinfezione causata dalla caciotta servita a mensa ha mandato in ospedale 200 bambini. Ma da ora in poi, dicono dal Comune, «si intenderà assunta dai dirigenti scolastici la responsabilità dell’ingresso da parte di terzi non autorizzati».
Nella lettera inviata alle scuole, e per conoscenza all’assessore Giacomo Cuzzi, al dirigente Fabio Zuccarini e alla Serenissima Ristorazione spa, il Comune ricorda chi fa cosa e fa riferimento, per i controlli, alla Commissione mensa cittadina al cui interno è prevista «la partecipazione e il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati all’erogazione e fruizione del servizio» e quindi i genitori. La commissione, però, «non è più attiva ed è in corso di modifica il regolamento per migliorare i criteri e le modalità di individuazione dei suoi componenti, nonché per garantire una maggiore rappresentanza dei genitori». In base al capitolato speciale d’appalto, poi, l’attività di verifica e controllo è demandata solo «al personale comunale, all’organo ispettivo della Asl e alla commissione mensa», dicono sempre da Palazzo di città.
I genitori, invece, «possono eseguire dei sopralluoghi nei locali adibiti al consumo del pasto e nei centri di produzione» seguendo «le modalità previste dal Comune» per verifiche sulla «gradibilità del pasto». Quelli già avvenuti, ammonisce il Comune, sono stati eseguiti «senza autorizzazione da parte dell’ente e senza averne la titolarità, in quanto l’organo deputato è la Commissione mensa». Genitori al palo, quindi, in attesa di sapere, tra l’altro, quanto si dovrà attendere per una nuova Commissione.

