Mense scolastiche, caro-prezzi: lo scontro si sposta in consiglio

Il centrosinistra presenta una mozione per costringere la giunta a ridurre le nuove tariffe per il 2024 «I costi più alti metteranno in difficoltà i genitori, molti saranno costretti a rinunciare al servizio»
PESCARA. L’aumento delle tariffe per le mense scolastiche che scatterà dal prossimo gennaio è diventato un caso politico. Dopo le proteste di genitori e sindacati, ora lo scontro si sposta in consiglio comunale. Martedì 29 agosto, alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, l’assemblea civica si riunirà per discutere una mozione presentata da tutti i consiglieri del centrosinistra con l’obiettivo di costringere il sindaco Carlo Masci e la sua giunta a riformulare le nuove tariffe, considerate troppo care per le famiglie.
Si preannuncia, dunque, una dura battaglia in aula. Anche perché il vice sindaco e assessore all’istruzione Gianni Santilli ha già detto che sono aumenti necessari per garantire un’alta qualità del servizio.
GLI AUMENTI Con la delibera numero 891, del 26 novembre 2021, l’amministrazione comunale ha aggiornato le tariffe delle mense scolastiche, in alcuni casi raddoppiando i prezzi anche se sono state modificate le fasce di reddito. Tutto questo in previsione dell’affidamento del servizio a un nuovo gestore (è ancora in corso la gara d’appalto e la concessione attuale è stata prorogata per 5 volte). La tariffa intera passa da 3,71 euro più Iva (per i redditi Isee oltre 10.632,93 euro) a 6,24 euro più Iva (per i redditi Isee oltre i 12.000 euro). La tariffa ridotta del 50 per cento passa da 1,85 euro più Iva (per i redditi Isee da 5.939,26 a 10.632,93) a 3,12 euro più Iva (per i redditi Isee da 6.000 a 11.999,99 euro). Mentre la fascia di esenzione ora riservata ai redditi Isee da zero a 5.939,25 euro, da gennaio 2024 sarà applicata a quelli da zero fino a 5.999,99 euro. Con questa operazione l’amministrazione comunale coprirà il 100 per cento della spesa per le mense, mentre finora la percentuale di copertura con l’applicazione delle tariffe è ferma al 74 per cento. L’altro 26 per cento viene sborsato dal Comune.
LA MOZIONE Secondo il centrosinistra, dunque, le tariffe sono state raddoppiate rispetto a quelle applicate finora. Da qui la decisione di presentare una mozione al prossimo consiglio comunale con l’obiettivo di far recedere l’amministrazione comunale dalla scelta di aumentare i prezzi a carico delle famiglie. «Questi incrementi», si legge nel testo della mozione firmata dai consiglieri comunali del Pd Piero Giampietro, Stefania Catalano, Marco Presutti, Francesco Pagnanelli, Giovanni Di Iacovo e da quelli della lista Sclocco sindaco Mirko Frattarelli e Marinella Sclocco, «sono superiori anche di 7 volte rispetto al tasso di inflazione che si attesta ufficialmente attorno all’8 per cento. Questi aumenti rischiano di mettere in difficoltà le famiglie, già alle prese con gli aumenti generalizzati dei prezzi. Anche i sindacati Filcams Cgil e Uiltucs Uil hanno manifestato la propria preoccupazione in merito all’incremento dei prezzi nelle mense e alle potenziali ripercussioni sull’occupazione di circa 120 lavoratori». «Ad incrementare le tariffe», hanno aggiunto, «ha contribuito in maniera decisiva la scelta di abolire l’intervento finanziario con il quale il Comune aveva fino a questo momento calmierato le tariffe, scaricando sulle famiglie solo una quota del 74,05 per cento del costo del singolo pasto».
Da qui, la proposta al consiglio di impegnare sindaco e giunta «a riformulare le tariffe; a limitarsi ad applicare solo gli aumenti Istat; a ripristinare l’intervento finanziario per calmierare le tariffe; a valutare l’introduzione di una nuova fascia Isee alla quale applicare una tariffa ridotta rispetto al massimo, così da tutelare anche le famiglie della fascia media; a valutare l’introduzione di agevolazioni finanziarie alle famiglie con più di un figlio; ad adottare ogni strumento consentito dalla normativa per evitare ulteriori ricorsi alle proroghe della concessione».

