Mense scolastiche, i pasti si pagano di più da ottobre

14 Luglio 2021

La giunta ha provveduto ad aggiornare le tariffe rimaste bloccate da quattro anni Sono confermati gli sconti e le agevolazioni per le famiglie con redditi molto bassi

PESCARA. A partire dal prossimo anno scolastico, i pasti consumati nelle mense comunali costeranno un po’ di più. La giunta, nei giorni scorsi, ha provveduto ad aggiornare le tariffe che erano rimaste bloccate dal 2017, tenendo conto delle variazioni Istat.
Si tratta, in realtà, di piccoli aumenti che non dovrebbero andare ad incidere sui bilanci delle famiglie. In compenso, sono stati confermati gli sconti e le agevolazioni per quei genitori che hanno un reddito Isee (indicatore della situazione economica equivalente) basso. Ma ecco che cosa cambierà da ottobre, cioè quando riapriranno le mense scolastiche, emergenza Covid permettendo. Attualmente la tariffa intera per il consumo di un pasto da parte di un bambino o di un ragazzo è fissata a 3,51 euro, ossia il 70 per cento della spesa sostenuta dal gestore. Dal prossimo anno scolastico, la spesa salirà a 3,71 euro, cioè 20 centesimi in più, per andare a coprire il 74 per cento dei costi. Costi che verranno poi ripianati al 100 per cento dal Comune. Bisogna ricordare in proposito che la tariffa intera viene applicata alle famiglie con reddito Isee superiore a 10.632,93 euro. Per i redditi che vanno da 5.939,26 a 10.632,93 euro si applica la tariffa ridotta. In questo caso, il prezzo per ogni pasto salirà da 1,75 a 1,85 euro per coprire il 50 per cento della spesa sostenuta dalla ditta aggiudicataria dell’appalto per la gestione delle mense.
La fascia di esenzione, invece, è stata confermata. In pratica, i genitori non pagheranno nulla se hanno un reddito che va da zero a 5.939,25 euro. Confermata, infine, anche la tariffa per gli adulti che resta fissata a 5,01 euro a pasto.
Nella delibera approvata, il Comune spiega che l’aggiornamento delle tariffe è un atto dovuto da parte delle amministrazioni. Il Testo unico degli enti locali stabilisce, infatti, che «tra i criteri che devono essere osservati per il calcolo delle tariffe dei servizi pubblici vi è la corrispondenza tra i costi e i ricavi, in modo da assicurare l’integrale copertura dei costi, ivi compresi gli oneri di ammortamento tecnico finanziari».
Inoltre, si fa presente «che occorre procedere ad un minimo di adeguamento delle tariffe, rimaste ferme dall’anno scolastico 2017-2018 senza aggiornamenti Istat, al fine di mantenere l’erogazione del servizio a livello generalizzato e di garantire al contempo il livello qualitativo raggiunto negli anni, rispettando il prefissato graduale riequilibrio finanziario».
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