Mense scolastiche: rincari scongiurati e qualche riduzione

5 Ottobre 2024

In attesa che si definisca il ricorso dell’attuale gestore il Comune blinda le tariffe 2025. Il Pd: «Nostra battaglia»

PESCARA. Possono tirare un sospiro di sollievo le famiglie dei bimbi che mangiano a mensa nelle scuole di Pescara. Da gennaio il costo della refezione scolastica non aumenterà e, anzi, per i nuclei con redditi più bassi e con più figli sarà meno oneroso. È quanto emerso ieri durante la conferenza dei capigruppo convocata per definire le tariffe del servizio da gennaio, o da quando si entrerà nella gestione oggetto del bando fatto dal Comune nei mesi scorsi. Dopo l’aggiudicazione dell’appalto da 20 milioni di euro alla Rti Elior-Sh gestioni, la Serenissima risultata seconda e gestore del servizio nell’appalto precedente ha presentato ricorso ed è in prorogatio fino a fine 2024. La vicenda è all’attenzione del Consiglio di Stato e del Tar che si pronuncerà il 25 ottobre.
«In attesa della definizione del procedimento», afferma l’assessore alla refezione scolastica, Valeria Toppetti, «ci stiamo muovendo per ricalibrare le nuove tariffe». Sia che dovesse essere confermata l’aggiudicazione dell’appalto alla Elior, sia che La Serenissima dovesse vincere il suo ricorso, il servizio verrà gestito secondo quanto stabilito nella nuova gara, «un bando europeo che prevede una refezione totalmente biologica, a chilometro zero, ecosostenibile e quindi di alta qualità».
Alla luce di questo, nel 2023 il Comune aveva definito delle nuove tariffe, che non entrarono mai in vigore (perché legate alla nuova gestione), e che avrebbero previsto un costo tra i 2,97 euro e i 5,93, su tre fasce, a seconda di uno o più figli, più l’esenzione totale. Quei possibili rincari crearono un’ondata di polemiche, culminata in un consiglio comunale straordinario a novembre di quell’anno. Da lì partì un iter amministrativo che ha portato a gennaio 2024 a una conferenza dei capigruppo che definì le nuove tariffe, differenziandole in base a sei fasce di reddito e alla presenza di uno o più figli in età scolare, da un minimo di 59 centesimi a un massimo di 5,93 per non residenti e Isee oltre i 30 mila euro, oltre all’esenzione totale (vedi tabella). Tutta la vicenda giudiziaria ha poi bloccato il percorso, tanto che il servizio quest’anno è ricominciato ancora sotto la precedente gestione e con le tariffe in vigore dal 2016, cioè esenzione totale per i nuclei con redditi sotto i 6 mila euro, 1,85 euro per le famiglie con Isee tra i 6 mila e i 10.630 euro e circa 3,71 per le altre. «Tecnicamente non potevo portare in giunta qualcosa di definito nella precedente consiliatura, e così come già anticipato nel consiglio comunale della scorsa settimana, abbiamo convocato la conferenza dei capigruppo», spiega Toppetti. «In questa occasione abbiamo confermato la volontà di mantenere fede all’abbassamento stabilito a gennaio 2024. Sono felice, perché per me al primo posto ci sono le famiglie che vanno aiutate, e che usufruiranno di un servizio biologico a costi calmierati. Le tariffe seguiranno quello schema, ma il calcolo dei ribassi va fatto sulla base dei numeri degli iscritti di quest’anno». Per l’anno scolastico 2024-2025 sono 3.601 i bambini che usufruiscono della mensa: 1.844 nelle scuole dell'infanzia, alla primaria 1.721 e 36 alle medie. A questi si aggiungono 400 insegnanti circa. Gli utenti esenti sono 558: 450 per Isee e 108 per legge 104. A rivendicare la paternità della riduzione dei costi è il Pd, con il capogruppo Piero Giampietro che commenta: «Siamo riusciti a bloccare nuovamente, per ora, il rischio di aumento delle tariffe delle mense scolastiche. Dopo aver scoperto che la giunta non ha mai tradotto in delibera le tariffe “conquistate” dai genitori con la protesta dello scorso anno, oggi abbiamo ottenuto che la conferenza dei capigruppo tornasse a riunirsi per ribadire le nuove tariffe, chiedendo alla giunta di approvare l’atto prima possibile così da stanziare in bilancio le cifre necessarie».