Mense troppo care, protesta delle mamme in Comune «Non ce la faremo a pagare»

I genitori in commissione contestano la scelta della giunta di aumentare le tariffe L’assessore Santilli: «Valuterò se poter applicare ulteriori sconti alle famiglie»
PESCARA. Esplode la rivolta dei genitori contro gli aumenti delle tariffe delle mense scolastiche decisi dalla giunta comunale e in vigore a partire dal prossimo 8 gennaio. Ieri mattina, decine di mamme hanno preso parte alla seduta della commissione Controllo e vigilanza, convocata dal presidente Piero Giampietro proprio su questo argomento. Tra i presenti, l’assessore all’istruzione Gianni Santilli e la responsabile del settore Alessandra Di Zio. La riunione ha subito fatto registrare toni accesi. Le mamme, che hanno preso la parola, hanno duramente contestato l’amministrazione comunale per la scelta di raddoppiare le tariffe per le fasce di reddito più alte. L’assessore ha fatto presente di essere venuto incontro alle esigenze di alcune famiglie con agevolazioni, ma non è bastato a placare la protesta. Alla fine, Santilli ha promesso di valutare la possibilità ripristinare un contributo del Comune per calmierare i prezzi anche per i redditi Isee oltre i 18.000 euro.
LA PROTESTA «Non è possibile sentire dall’assessore che il Comune e i cittadini non possano contribuire a pagare la spesa per i pasti ai nostri figli», ha detto Roberta Aquilani, una delle mamme presenti, «i nostri figli saranno i futuri cittadini di Pescara e non è giusto che solo noi genitori dobbiamo accollarci le spese». «Ci sono famiglie che hanno tre figli iscritti alla scuola primaria e così arriveranno a pagare più di 20 euro al giorno di mensa», ha affermato, «con 18.000 euro di Isee non significa essere ricchi, ma solo avere magari due stipendi e anche un mutuo da pagare. Inoltre i genitori non residenti a Pescara sono costretti a versare la tariffa piena anche se hanno un Isee basso, secondo le regole stabilite dal Comune e questo non è giusto». «Non è giusto che 460 insegnanti debbano mangiare gratis», ha fatto notare un’altra mamma. «Il tempo pieno non è un lusso», ha precisato Marcella Brunetti, «ma un obbligo per i genitori che lavorano entrambi e pagare 50 euro in più al mese per le mense a me pesano anche se ho solo una figlia. Il Comune sta chiedendo alle mamme di rinunciare al lavoro». «Chiedo al Comune di intervenire con un’ordinanza per consentire ai bambini di poter portare il pasto da casa», ha fatto presente Marco Corsetti, uno dei pochi papà presenti. Pronta la risposta dell’assessore. «Questa decisione spetta ai presidi delle scuole e non al Comune». «L’iscrizione alla mensa rientra nel percorso educativo, se un genitore sceglie il tempo pieno deve essere agevolato e non penalizzato», ha osservato la consigliera Pd Stefania Catalano rivolgendosi a Santilli. «Va reintrodotta l’adeguata contribuzione con cui il Comune ha sempre garantito le tariffe più basse per le mense scolastiche, c’è ancora tempo per intervenire» ha sottolineato Giampietro. «Gli sconti proposti dall’assessore per alcune famiglie sono assolutamente insufficienti», hanno commentato i consiglieri M5S Erika Alessandrini, Paolo Sola e Massimo Di Renzo.
LA DIFESA DI SANTILLI «L’amministrazione comunale», ha replicato l’assessore, ha già dato seguito concretamente agli impegni assunti per contenere gli aumenti dei costi delle famiglie e ha inserito una fascia di tariffa ulteriore e intermedia tra i 12.000 e i 18.000 euro di redditi Isee. Per tale fascia saranno previsti contributi sia alle famiglie con un figlio, sia con più figli». «Inoltre», ha aggiunto, «ho scritto ai sindaci dei Comuni limitrofi, i cui residenti hanno i propri figli iscritti nelle scuole di Pescara al fine di valutare una loro contribuzione, ma nessuno mi ha risposto». Infine la promessa: «Valuterò insieme alla maggioranza se poter applicare una contribuzione anche per i redditi più alti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

