Mercatino ittico sulla riviera: nuove regole per gestire i box

25 Marzo 2022

Solo tre spazi funzionanti rispetto ai dieci disponibili, l’amministrazione apre ai pescatori di fuori Gli operatori presenti: «Bene portare altre attività, anche un bar o una rivendita di frutta e verdura»

MONTESILVANO. Dare un nuovo slancio al mercatino ittico sul lungomare di Montesilvano, assegnando i box attualmente liberi. Con questo obiettivo ieri mattina è iniziata, in commissione Statuto, la discussione sulla modifica del regolamento per l’assegnazione degli spazi. Dei dieci box disponibili, attualmente solo tre sono funzionanti, grazie alla presenza di altrettanti pescatori che utilizzano gli spazi per la vendita del pesce di giornata. «Finora diversi avvisi pubblici sono andati deserti, per cui abbiamo deciso di ampliare i criteri, così da rivitalizzare il mercatino», spiega il presidente della commissione, Claudio Daventura, in passato tra i promotori della struttura, in qualità di assessore durante l’amministrazione Cordoma. «L’idea è quella di aprire la possibilità anche ai pescatori dei comuni limitrofi».
Una proposta che incontra l’entusiasmo di chi quotidianamente, dalle 7 del mattino, da anni apre la saracinesca del suo box per vendere il pesce pescato da mariti e figli. È il caso di Giulietta Mergiotti, moglie di Mario Di Pietrantonio, pescatore nonché ex storico balneatore di Lido Giulietta, che ogni giorno, quando il mare lo permette, attende il ritorno sulla spiaggia di suo marito e suo genero per poi vendere seppie, lumachine, pannocchie o triglie, ai clienti che scelgono di acquistare a miglio zero. «In passato i pescatori erano più numerosi a Montesilvano», ricorda. «Oggi, tra un motivo e l’altro, sono rimasti attivi solo tre box. Saremmo davvero felici se anche gli altri venissero assegnati, che sia a pescatori, agricoltori o a produttori del territorio. Anche un piccolo bar non ci dispiacerebbe, perché contribuirebbe ad aumentare il movimento. L’unica cosa che chiediamo è che non vengano assegnati a persone che acquistano il pesce altrove e poi vengono a venderlo, perché questo ovviamente penalizzerebbe noi che abbiamo solo prodotti della piccola pesca che offre lo specchio di mare su cui affaccia il mercato».
Sulla stessa lunghezza d’onda Lina Cantoro, ex lavandaia che dal 1999 vende al mercato ittico il pesce pescato da suo figlio Rocco Di Vito e, prima ancora, dal defunto marito Marcello. «Sarebbe bellissimo se anche gli altri box funzionassero, anche perché nei giorni di maltempo, quando i nostri uomini non vanno in mare, il mercatino è chiuso ed è un peccato», commenta. «E poi perché ormai siamo rimaste solo io, Giulietta e Sonia, moglie del pescatore Paolo Di Giulio. Ci piacerebbe che anche qui, come avviene a Pescara, ci fossero degli spazi assegnati a Campagna amica, ad esempio. Lo chiediamo da anni, perché le strutture chiuse si rovinano e sarebbe un peccato». La scorsa estate il mercatino di via Bocca di Valle è stato oggetto di una riqualificazione e, per l’occasione, le sue pareti sono state impreziosite da due grandi murales. Tra i programmi dell’amministrazione per la passata stagione balneare, poi rinviati a causa del covid, anche degustazioni di prodotti ittici.