Mercatone Uno, futuro incerto

8 Novembre 2015

La protesta dopo quattro mesi di chiusura temporanea del megastore

SAN GIOVANNI TEATINO. A protestare in via Po c’erano anche gli ex 40 dipendenti del Mercatone Uno di Sambuceto, che ha sospeso «temporaneamente» l’attività, lo scorso 15 giugno e ancora oggi non è dato sapere cosa ne sarà nel punto vendita e dei lavoratori, nel frattempo finiti in cassa integrazione a zero ore, con un’indennità pari a metà stipendio.

Loro, purtroppo, non hanno dovuto incrociare le braccia ieri, perché hanno smesso di lavorare 4 mesi fa, per decisioni prese nell’ambito della ristrutturazione aziendale dai commissari nominati dal Mef per traghettare in acque migliori le finanze colate a picco della società di Imola proprietaria della catena. Pur senza essere invitati dai sindacati, gli ex dipendenti Mercatone Uno si sono presentati in via Po, hanno tirato fuori il loro striscione giallo e hanno appeso, una accanto all’altra, le magliette del negozio che indossavano durante i turni di lavoro. Tutt’intorno, lì nella rotatoria dove è andato in scena il sit-in, campeggiano ancora le imponenti insegne gialle del Mercatone Uno di via Caravaggio, a pochi passi dall’Ipercoop, vicino a Leroy Merlin.

Tabelloni che indicano ingressi, magazzino e slogan pubblicitari di un megastore dove i cancelli sono off limits e non si sa quando e se riapriranno mai. Un negozio che in quanto a performance di incassi era in attivo, il primo della catena a livello nazionale, e che tuttavia è stato chiuso. «Eccoci insieme nella lotta, chi per la sopravvivenza e chi per una lenta agonia verso la parola fine. Senza invito!», ha scritto ieri su Facebook una lavoratrice ex Mercatone. «Ci hanno dimenticato, nessuno si occupa del nostro problema» afferma. «Sembra che a gennaio riapriranno altri cinque Mercatone, ma non sappiamo se nella lista c’è il nostro. I commissari dicono che dobbiamo avere fiducia, noi chiediamo certezze. Non vogliamo la cassa integrazione, vogliamo lavorare».

«Il 14 ottobre i commissari hanno presentato il piano industriale al ministero» spiega Sergio Aliprandi, segretario della Filcams-Cgil di Chieti, «hanno 30 giorni per prendere decisioni. Siamo impegnati per trovare una soluzione positiva, cercando di incidere anche sul ministero affinché il punto vendita di Sambuceto torni in attività. Non ci possiamo permettere di lasciare a casa quei lavoratori, tutti qualificati, che sanno fare bene il loro mestiere». (g.d.l.)

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