Mercatone Uno, salta il vertice

2 Aprile 2015

Trasferta romana con sit-in di sindaci e lavoratori al ministero

SAN GIOVANNI TEATINO. Trasferta romana, accanto ai lavoratori di Mercatone Uno, ieri, per il sindaco Luciano Marinucci. Nella capitale era convocato il tavolo di confronto del ministero dello Sviluppo economico, saltato per una riunione del consiglio d’amministrazione della società di Imola proprietaria dei 79 punti vendita in Italia, per un totale di 3.500 dipendenti.

A rischio di chiusura in Abruzzo – causa lo stato di crisi aperto dalla proprietà, con richiesta di concordato preventivo – i megastore di Sambuceto e Pineto, che danno lavoro a 130 addetti, dove sono in corso le svendite «svuota tutto», autorizzate dal Tribunale di Bologna in 34 negozi Mercatone Uno per dare liquidità all’azienda. Al sit-in di centinaia di lavoratori davanti al Mise, ieri, hanno partecipato, oltre a Marinucci, il sindaco di Pineto Robert Verrocchio, il vice presidente della giunta regionale Giovanni Lolli e rappresentanti sindacali.

Nonostante non si sia tenuto il tavolo, aggiornato a dopo Pasqua, tra il 13 e il 18 aprile, amministratori e sindacati sono stati ricevuti al Mise dal vice ministro Claudio De Vincenti. «Abbiamo espresso la nostra preoccupazione e la nostra solidarietà con i lavoratori», commenta il sindaco Marinucci, «abbiamo inoltre lanciato l’allarme sull’impatto che una crisi occupazionale ha su un territorio, con famiglie che vedono improvvisamente venir meno il potere d’acquisto, un danno per l’intera comunità. Inviata alla proprietà Mercatone Uno la registrazione del Consiglio comunale congiunto che si è tenuto a Pineto, in modo che sentano chiaramente le nostre ragioni. Inaccettabile il loro silenzio e la mancanza di chiarezza verso i lavoratori».

La crisi di Mercatone Uno sta mobilitando istituzioni locali e sindacati dal Trentino alla Sicilia.

Gabriella Di Lorito

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