Mercurio nell’acqua, primi indagati

2 Luglio 2015

L’indagine sull’inquinamento avanza, anche i residenti fanno le analisi

ROCCAMORICE. La procura di Pescara, in questi giorni, sta notificando avvisi di garanzia ai primi indagati nella vicenda dell’acqua al mercurio di Roccamorice. Bocche cucite da parte degli investigatori che non lasciano trapelare nulla, ma tra la popolazione serpeggia la paura per i valori di mercurio presenti nell’acqua: alcune famiglie hanno fatto ricorso ad analisi chimiche di laboratorio sia delle acque prelevate dai rubinetti che dalle tubature delle proprie abitazioni, e a prelievi ematici per verificare la possibile assunzione del metallo. Nei giorni scorsi, dopo le indagini sull’inquinamento di parte della rete idrica, gli agenti del comando forestale di Lettomanoppello, coordinati dall’ispettore Maurizio Colantoni, con il personale dell’Arta, su delega della procura, hanno eseguito il campionamento per analisi dei terreni interessati allo sversamento delle acque provenienti dai serbatoi gestiti dall’Aca e ubicati nelle località Bosco e Pagliari alla ricerca di eventuali tracce del metallo finito qualche mese fa nella rete di distribuzione.

A metà aprile i residenti sono venuti a conoscenza, a seguito di analisi chimiche del dipartimento di Prevenzione della Asl, di un possibile inquinamento della rete idrica, dovuto alla rottura di un Venturimetro, un misuratore volumetrico collocato all’interno di un serbatoio Bosco che alimenta parte della rete comunale interessando contrada Pagliari, centro storico e Piano delle Castagne.

Walter Teti

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