Messe all’aperto dall’11 maggio e le novità per corse e camminate

30 Aprile 2020

I dubbi sulla fase 2: i rebus dell’autocertificazione e la questione dell’utilizzo delle seconde case Ancora perplessità sulla possibile frequentazione dei congiunti, tra parenti e affetti stabili

PESCARA. Continua il difficile percorso, tra polemiche e richieste di chiarezza, verso il calcio d’inizio della Fase 2, quella in cui si avrà un assaggio di cosa significa convivere, nel mondo reale, con il virus. La fase che ormai è stata ribattezzata la Fase Uno e Mezzo. Da giorni, le discussioni infiammano i talk show televisivi messi in scena dagli schermi dei telefonini e dei pc e riempiono le pagine dei giornali. Cosa si può fare, cosa no? E, soprattutto, cosa sarebbe più giusto fare.
Da una parte ci sono i prudenti, quelli che invitano a non fare corse in avanti, in accordo con lo stesso premier Giuseppe Conte che continua ad ammonire: «Il rischio di contagio è ancora alto». E dalla loro c’è anche un documento redatto dal Comitato tecnico-scientifico che affianca il governo, che mette in guardia da una riapertura troppo repentina, paventando scenari apocalittici. Dall’altra parte, quelli che vogliono una ripartenza più veloce, pur con tutte le misure di sicurezza del caso, con in testa industriali, artigiani e piccoli imprenditori, con le proprie associazioni di categoria. In mezzo, quelli che vorrebbero misure differenziate tra una regione e l’altra, in base alla casistica dei contagi: regole più stringenti, lì dove si sono verificate situazioni di emergenza e un calendario di riapertura più snello nelle zone meno colpite.
Tra chiarimenti e fraintendimenti, il Governo va avanti, aggiustando di volta in volta il tiro, tra “amici sì, amici no”, “messa sì, messa no”. Una direttiva con le eventuali modifiche al Dpcm dovrebbe arrivare entro il primo maggio e ancora prima dovrebbe essere aggiornata la pagina delle Faq (le domande frequenti), sul sito del Governo, dove l’ultima revisione risale al 25 aprile, cioè prima dell’ultimo decreto del presidente del Consiglio. Vediamo, in dettaglio, a che punto siamo.
IL REBUS
DELL’AUTOCERTIFICAZIONE

Ci sarà un nuovo modulo di autocertificazione, con l’indicazione della visita ai “congiunti”, come si evince dall’annuncio di Conte?
Sono stati molti i dubbi sollevati, soprattutto per le motivazioni legate alla privacy: a fil di logica, il governo non potrebbe rendere obbligatoria l’indicazione delle generalità del congiunto in questione.
Il nodo resta ancora da sciogliere, ma in attesa di una circolare con indicazioni più chiare del governo, potrebbe continuare ad essere valido l’attuale modulo, che già prevede, di fatto, la possibilità di spostarsi per “urgente assistenza a congiunti”. Definizione da utilizzare, nel caso, anche se non si hanno motivi di urgenza.

LE PASSEGGIATE
E LO SPORT

Non sarà necessario portare con sé il modulo dell’autocertificazione quando si esce per la passeggiata o per svolgere l’attività motoria all’aperto. Bisognerà comunque restare nel proprio comune di residenza, quindi chi abita al mare può fare il bagno e chi sta in montagna può andare nei boschi. Per raggiungere i luoghi di allenamento, però, bisogna andare a piedi oppure in bicicletta, perché così si ricade nell’“ombrello” delle attività motorie. Chi fa ciclismo, dovrebbe poter anche sconfinare fuori dai confini comunali, vista la possibilità di percorrere anche lunghe distanze.
Niente pedalate o corsette di gruppo, però: la condizione è che ci si alleni da soli, o al massimo in due, ma mantenendo sempre la distanza di almeno due metri dagli altri. Distanza che diventa di cinque metri, se si tratta dell’attività ciclistica.
I DUBBI SU “CONGIUNTI”
E “AFFETTI STABILI”

Un vero e proprio tormentone, quello sulla possibilità di incontrare quelli che sono stati denominati, nel decreto, “congiunti”. La parola, giuridicamente, non esiste. Doveroso, quindi, il chiarimento giunto il giorno dopo la conferenza di Conte, che spiegava che erano intesi «parenti e affini, coniuge, conviventi, fidanzati stabili, affetti stabili». Ma, come alle volte succede, la precisazione ha scatenato polemiche ancora più forti: cosa si intende per “stabili” e come dimostrarlo?
Comunque, a oggi, l’interpretazione più accreditata indica che si possono fare visite ai parenti fino al sesto grado (quindi, per esempio, ai figli dei cugini), ma non agli amici.
Resta il divieto di assembramento e l’obbligo di distanziamento personale di almeno un metro e delle mascherine. Niente via libera a cene conviviali o festicciole in casa, quindi.

LA QUESTIONE
DELLE SECONDE CASE

Decisa la questione riguardante la possibilità di raggiungere le seconde case: non si può, anche se qualche presidente di Regione sta ipotizzando qualche concessione. Fermo restando il divieto di recarsi fuori regione se non per motivi di salute, di lavoro o di necessità, anche all’interno del territorio regionale ci si potrà recare nella seconda casa solo per lavori urgenti di manutenzione.

SÌ (FORSE) ALLE MESSE
GIÀ DA MAGGIO

Probabile via libera alle messe dall'11 maggio all'aperto e dal 25 nelle chiese. Dopo le proteste della Cei, il dietrofront del governo, che si impegna a formulare "concrete ipotesi per la ripresa delle messe in condizioni di sicurezza”. Tutto da valutare in base all’andamento della curva epidemiologica. Di certo c’è che il 4 maggio si celebreranno i funerali in presenza di 15 familiari stretti del defunto. I matrimoni sono già consentiti con la sola presenza di sposi e testimoni, mentre di battesimi, comunioni e cresime non si è ancora discusso.