Metalmeccanici, oggi lo sciopero: sono interessati 36mila abruzzesi

Quattro ore di astensione dal lavoro per chiedere rilancio industriale, investimenti e sostenibilità Fim-Cis, Fiom-Cgil e Uilm-Uil: «La Regione convochi tavoli di confronto per supportare il settore»
L'AQUILA. Spengono i motori le aziende metalmeccaniche, oggi, in Abruzzo. Dopo quella di venerdì scorso, Fim, Fiom e Uilm nazionali hanno proclamato altre 4 ore di sciopero per il rilancio industriale, l’occupazione, gli investimenti e la transizione sostenibile. L'Abruzzo aderirà in massa all’astensione dal lavoro. Tre i punti di incontro: davanti alla sede dell’ex Italtel di Atessa, davanti allo stabilimento della Marelli a Sulmona e di fronte alla prefettura di Teramo.
«Nei nostri territori», si legge in una nota a firma di Giampaolo Biondi (Fim-Cisl), Elvira De Sanctis (Fiom-Cgil) e Michele Paliani (Uil-Uilm), «lo sciopero di tutti i metalmeccanici è proclamato per le ultime 4 ore di ogni turno lavorativo. L’industria abruzzese ha un peso pari al 21,18% sull’intero Pil regionale: è dovere delle Istituzioni, in primis della Regione Abruzzo, convocare tavoli proficui di confronto per mettere mano ai problemi e per salvaguardare, valorizzare e supportare adeguatamente il sistema industriale del nostro territorio», dicono i sindacati.
«Se da un lato vediamo la presenza di settori strategici che vanno dallo spazio e aerospazio ai semiconduttori fino all’automotive», spiegano Cisl, Cgil e Uil, «dall’altro registriamo anche in alcuni di questi stessi settori, ma non solo, una condizione di scarsa prospettiva per il futuro in pericolosa combinazione con un’alta percentuale di lavoro precario». Temi che sono alla base della mobilitazione odierna. Fim, Fiom e Uilm territoriali hanno previsto un presidio nel piazzale antistante la Marelli di Sulmona, alle ore 10,30, per evidenziare le criticità che sta vivendo lo stabilimento peligno che occupa circa 500 lavoratrici e lavoratori «e che fa i conti con un settore attraversato da fortissime tensioni e la cui tenuta complessiva è messa in discussione per l’intero Abruzzo», rilevano le organizzazioni sindacali.
Allo sciopero di quattro ore aderiranno i lavoratori di tutte le aziende matalmeccaniche abruzzesi, compreso il gruppo Stellantis. «I metalmeccanici saranno in sciopero per quattro ore su tutti e tre i turni di lavoro». Domani, intanto, il Ceo di Stellantis, Carlos Tavares, sarà in Italia per un vertice con gli esponenti del governo italiano. In quella sede potrebbe comunicare ulteriori notizie per quel che riguarda gli stabilimenti italiani del gruppo. Alla base della due giorni di mobilitazione, «l’apertura di un tavolo sulle politiche industriali del Paese e una serie di rivendicazioni contrattuali, rivolte al Governo e non alle aziende. Con gli aumenti riconosciuti dal nostro contratto nazionale dei metalmeccanici abbiamo difeso il potere d’acquisto dei salari delle lavoratrici e dei lavoratori», sottolinea Michele De Palma, Fiom, «ma a ora tocca al Governo detassare gli aumenti contrattuali per poter garantire il potere d’acquisto delle persone».
Lo sciopero unitario dei lavoratori metalmeccanici aderenti a Cgil, Cisl e Uil ha come obiettivo principale la protesta «contro la mancanza di politiche industriali che rischia di determinare la desertificazione industriale nel nostro Paese», dicono i sindacati, «noi vogliamo realizzare la transizione ecologica garantendo e rigenerando l’occupazione». I sindacati chiedono l'apertura di tavoli di confronto sui settori e sulle filiere in difficoltà per definire i piani di sviluppo: tra i settori maggiormente in crisi automotive ed elettrodomestici.
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