«Metteteci in regola Vogliamo solo lavorare»

9 Agosto 2015

PESCARA. «Noi siamo pacifici, non c’è bisogno che vengano a sgomberarci. Ci auto-sgomberiamo, anche se quest’area ce l’ha data il Comune». I senegalesi non cercano lo scontro, chiedono soluzioni...

PESCARA. «Noi siamo pacifici, non c’è bisogno che vengano a sgomberarci. Ci auto-sgomberiamo, anche se quest’area ce l’ha data il Comune». I senegalesi non cercano lo scontro, chiedono soluzioni alternative all’area di risulta e la richiesta è stata lanciata nuovamente nella festa organizzata ieri sera da Maurizio Acerbo, di Rifondazione comunista, proprio davanti al mercatino. Al loro fianco c’è la Cgil, rappresentata da Emilia Di Nicola e Patrick Guobadia, entrambi «spiazzati» dal metodo seguito dal Comune, perché non c’è stata concertazione. Hanno chiesto con Sel «la sospensione dell’ordinanza, per trovare strade migliori, uscire dalla illegalità e regolarizzare chi non è regolare, anche per dare una sicurezza alle famiglie».

Poi, non registrando passi indietro sull’ordinanza, è stato individuato un percorso basato sulla collaborazione. «Avviando la rimozione noi lanciamo il segnale che siamo pronti ad andare via e a trovare un’alternativa con il Comune» - dice Guobadia. «Se verranno qui martedì», come indicano i divieti di sosta spuntati davanti alle bancarelle, «non troveranno nulla». C’è comunque la preoccupazione per il futuro. Cheikh Sadibou, detto Gennaro, ha paura che «una volta via da qui non ci sistemeranno da nessuna parte. Noi faremo pressione per una soluzione alternativa, certo, ma sono loro ad avere il potere, la forza. Noi vogliamo solo lavorare e mangiare, senza fare i miliardi». Dalla loro parte ci sono anche la Comunità di Sant’Egidio, la Croce Rossa e il Coordinamento dei migranti, con Lucia Polidori che ieri ha sollecitato una via di uscita «graduale. Non si possono sgomberare 100 famiglie in due giorni. Si creerebbe un problema di ordine pubblico, da evitare».

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