«Mi fa male essere associato alla cultura della morte»

30 Maggio 2018

PESCARA. Al cronista che gli chiede “rinuncerebbe alla politica?” Luciano D'Alfonso risponde così: «Mah! Sono tanti anni che mi dedico alla politica ma l'ultima vicenda, quella riguardante la...

PESCARA. Al cronista che gli chiede “rinuncerebbe alla politica?” Luciano D'Alfonso risponde così: «Mah! Sono tanti anni che mi dedico alla politica ma l'ultima vicenda, quella riguardante la contestazione di Rigopiano, mi ha fatto molto male perché ho dedicato molto del mio tempo alla cultura della vita. Essere associato alla cultura della morte mi ha fatto molto male e non vedo l'ora di trovarmi gli interlocutori davanti, coloro i quali devono stabilire chi si è comportato bene e chi no, e sentirete quello che dirò». Così ha detto ieri mattina il presidente della Regione e senatore della Repubblica in merito all'inchiesta sulla tragedia di Rigopiano in cui è indagato con altre 34 persone. Ma D’Alfonso ha risposto anche ad altre domande.
L’UOMO NERO. In merito alla polemica sul presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di Lega e M5S, per la nomina dell'economista Paolo Savona a ministro, il governatore è stato caustico: «Io vedo molta irresponsabilità. Vedo la cancellazione di ogni limite. Se si andrà avanti di questo passo», ha affermato, «prima o poi arriverà l'uomo nero. Quando si rompono le regole, quando si determina la crisi che attacca l'Ordinamento, e la Presidenza della Repubblica è un punto di garanzia per la vita delle nostre istituzioni e per l'unità nazionale, io vedo che è partito un gioco alla distruzione anche delle istituzioni che più garantiscono e più ci tutelano. Sono molto preoccupato e spero che si determini di nuovo una condizione di pubblica opinione capace di stabilire chi sbaglia e chi indovina».
FARÒ DI TUTTO. Il suo giudizio di Mattarella di conseguenza non può che essere questo: «Personalmente ho molta fiducia nella condotta avuta e che avrà Mattarella e farò l'impossibile, nel mio ruolo, di supportare il valore della condotta del presidente della Repubblica».
RESTO, E’ SCONTATO. Infine sulla scelta di restare in Regione o di optare per il Senato, gli eventi delle ultime ore spingono D’Alfonso a una risposta scontata: «Credo che mi stiano risolvendo il problema da Roma. Finora sono stato in Senato quattro volte, ma dalla stampa che ho letto di ieri e di oggi mi dicono che la legislatura sia finita. Non ho fatto neanche a tempo a comunicare le mie intenzioni. Se resto presidente fino alla scadenza di mandato? Su questo voglio capire con esattezza quello che accadrà domani in Senato (...) So anche che siamo in attesa di una comunicazione nazionale che ci dica quale sarà il giorno di scioglimento delle Camere. Per cui tutto questo condiziona anche il mio cammino dal punto di vista istituzionale».
MI METTEREI A STUDIARE. Quindi la domanda finale: rinuncerebbe alla politica?
«Non faccio parte di me stesso», la risposta di Luciano D’Alfonso, «ma di una comunità politica. Se dipendesse da me però mi metterei a studiare per capire quello che sta accadendo e perché sta accadendo. Per il resto farò quello che mi chiedono». (l.c.)