«Mi ha salvato, vorrei incontrarlo»

26 Agosto 2016

Una sopravvissuta di Cossito (Amatrice) ricorda solo il nome: Eros, il mio angelo

ASCOLI PICENO. «Se sono qui, lo devo a un ragazzo di cui conosco solo il nome: Eros. Ecco, mi piacerebbe incontrarlo, abbracciarlo e dirgli grazie. Grazie per avermi salvato dalle macerie, perché io ormai non ci speravo più». Domenica Bagnato ha 67 anni ed è in un letto di Ortopedia dell’ospedale Mazzoni. Residente a Roma («zona di piazza Bologna») era con la famiglia – il marito Giuseppe pensionato e la figlia Barbara di 41 anni – a Cossito, frazione di Amatrice, la notte del terremoto. La sua casa si trovava per la precisione in Ara dei Pagani. Lì è stata sommersa da polvere e sassi. «Avevo speso tutta la mia liquidazione, ora non ho più niente», racconta asciugandosi le lacrime.

Il ricordo di quella notte prende il sopravvento: «Io e mio marito eravamo a letto quando ci è cascato addosso il tetto. Non riuscivamo più a muoverci dal tronco in giù. Con le mani siamo riusciti a metterci sotto ai cuscini quando è venuta giù un’altra trave». La “fortuna” è stata che la figlia dormiva in un’altra parte della casa da poco ristrutturata e che ha in qualche modo resisitito alle scosse. «Mia figlia ha subito chiesto aiuto, gridava mentre cercava di tirarci fuori». Domenica piange quando ricorda che aveva stretto la mano del marito sul letto. «Pensavo che stavamo per morire insieme», rivela.

Non è andata così solo perché le grida della figlia hanno richiamato l’intervento di un ragazzo di cui la donna racconta di ricordare il nome, Eros: «E’ stato il nostra angelo, ha cominciato a toglierci le pietre di dosso, è riuscito a sollevare quella trave maledetta ed a liberarci. Se siamo vivi lo dobbiamo a lui e a nostra figlia. Grazie. Ma mi piacerebbe dirglielo di persona...»

Al Pronto soccorso del Mazzoni di Ascoli hanno contato 95 accessi dalle zone del terremoto. Alcuni sono stati dimessi, altri ricoverati. Quarantatrè invece i decessi.

Nella cappella dell’obitorio è stata allestita la camera ardente. Ma per accogliere gli altri feretri è stato necessario acquisire l’area di una vicina palestra comunale. Straziante la procedura per il riconoscimento delle salme. E oggi alle 15,30 è in programma una funzione religiosa prima dello svolgimenti dei funerali nei rispettivi comuni di residenza. (a.mo.)

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