«Mi hanno accoltellato», ma non è vero
Il 19enne ha inventato un’aggressione, invece era stato un incidente
PESCARA. «Mi ha accoltellato un marocchino a piazza Salotto». Tra silenzi e mezze frasi, alla fine ha detto così, il 19enne soccorso dalla Misericordia ieri notte, per giustificare la ferita da taglio all’addome. Tanto è bastato, nonostante le condizioni del ragazzo non fossero gravi per far scattare le indagini del caso. È successo intorno alle 3, sul lungomare di Porta Nuova, poco più a sud del porto turistico, e da quell’ora, per tutta la notte e per tutta la mattina successiva, i poliziotti della Volante prima, e quelli della Mobile poi, hanno lavorato per ricostruire l’accaduto. Alla fine, gli investigatori coordinati dal dirigente Mobile, Gianluca Di Frischia, sono venuti a capo della reale dinamica del fatto, finendo per escludere tutte le ipotesi più pericolose e allarmanti. Niente lite, niente rissa, niente regolamenti di conti, niente di niente. Invece: il ragazzo aveva partecipato venerdì sera a una festa in una villa in provincia di Pescara con alcuni amici. Un barbecue alimentato non solo dal cibo ma anche da vino e alcolici. È in quei frangenti che per motivi del tutto accidentali, un amico del 19enne sventolando il coltello della carne in maniera impropria ha ferito alla pancia il 19enne. Un incidente a cui nessuno ha dato peso, tantomeno il ferito, considerando la lieve entità del taglio. Ma quando poi il gruppo ha deciso di raggiungere il lungomare di Pescara per andare in un locale, un addetto alla vigilanza ha notato la camicia del 19enne sporca di sangue. E a quel punto ha chiamato l’ambulanza. I soccorritori hanno iniziato a chiedere al ragazzo cosa fosse successo, lui però non voleva mettere nei guai l’amico e considerando l’allerta che c’è in città rispetto agli accoltellamenti (l’ultimo alcuni giorni fa in centro) si è inventato la storia dell’aggressione. Ma ha retto il tempo di una notte. (s.d.l.)

