«Mia figlia autistica lasciata sola perché ora è maggiorenne»

13 Aprile 2018

PESCARA. È il grido disperato di una madre lasciata sola, che alla figlia con sindrome autistica, con disturbo della condotta e ritardo mentale lieve ha dedicato e continua a dedicare tutta la sua...

PESCARA. È il grido disperato di una madre lasciata sola, che alla figlia con sindrome autistica, con disturbo della condotta e ritardo mentale lieve ha dedicato e continua a dedicare tutta la sua vita. Da quando la ragazza è nata, dal novembre del 1999. Ma ora che la figlia è diventata maggiorenne, anche l’aiuto e il sostegno avuti finora dalla Asl, come racconta Loredana Cichella, «sono venuti meno. Si limitano a darle terapie che però la fanno stare come uno straccio, buttata sul letto per intere giornate, con un’incontinenza che non si riesce più a gestire e che le ha tolto anche quel minimo di autonomia che aveva». È un grido disperato quello di Loredana Cichella che si rivolge al Centro per ottenere l’aiuto e l’attenzione «che continuano a negarmi». Quello che la donna sta chiedendo in ogni sede, in ospedale, alla Asl, al Centro di salute mentale e perfino in Tribunale è che la figlia sia sottoposta a nuovi e più approfonditi accertamenti per individuare la terapia a lei più idonea. «Così mia figlia è distrutta, ma da quando è diventata maggiorenne sembra che non sia più un problema. È questo quello che mi sento ripetere, ormai è maggiorenne. Ma è sempre mia figlia, come posso abbandonarla quando vedo che sta male? Ora si sono aggiunti forti cefalee aggravate anche dalla casa in cui abitiamo dove i rumori e la confusione costanti peggiorano la situazione già al limite». Per questo, oltre al resto, la donna chiede un altro alloggio, come ha scritto pure, lo scorso agosto, il medico della Asl che ha avuto in cura la figlia: «Tale situazione aumenta in modo significativo le sue difficoltà comportamentali, per cui si ritiene necessario che la ragazza possa abitare in un appartamento più ampio in uno stabile più tranquillo». (cr.pe.)