Micro, piccole e medie aziende: 10 giorni per chiedere finanziamenti-dopo Covid

19 Giugno 2020

La Regione pubblica un nuovo bando da 5,6 milioni di euro. Dal prossimo 2 luglio sarà possibile presentare le domande L’assessore Febbo: «Il nostro obiettivo è però quello di raddoppiare nei prossimi tre mesi la dotazione finanziaria»

L’AQUILA. La finestra temporale va da giovedì 2 a sabato 11 luglio.
Dieci giorni di tempo concessi a micro, piccole e medie imprese abruzzesi per rispondere al bando da 5,6 milioni di euro. L’avviso è da ieri pubblicato «per presa visione» sul sito della Regione Abruzzo ed è destinato a concedere finanziamenti alle attività imprenditoriali che hanno investito anche per fronteggiare la pandemia.
IL VECCHIO E IL NUOVO. Questo bando della cosiddetta Azione 3.1.1. sui fondi europei va a sostituire il vecchio modello, ritirato non senza polemiche in piena emergenza sanitaria. Ma a sentire la Regione la sostituzione in corsa si è resa necessario appunto per adeguare la misura agli effetti del Covid-19.
A CHI È RIVOLTO. Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese localizzate in Abruzzo e iscritte nel registro delle imprese della Camera di commercio. La Regione provvederà direttamente all’acquisizione della visura camerale aggiornata dell’impresa, per la verifica dell’attività svolta e di quanto dichiarato-autocertificato dalla stessa.
Sono escluse le imprese dei seguenti settori: pesca e acquacoltura, costruzione navale, industria carboniera, siderurgia, fibre sintetiche, aziende connesse alla produzione primaria (agricoltura e allevamento); sono inoltre escluse le imprese operanti nei comparti dell’esportazione. Le aziende non devono trovarsi in stato di fallimento, liquidazione coatta, concordato preventivo. Sono ammissibili le spese sostenute dal 6 marzo di quest’anno.
CHI FINANZIA. I fondi sono rivolti alle proposte progettuali che contemplino una o più tipologie di intervento di seguito specificate: nuovo prodotto per l’impresa o per il mercato; innovazione del processo produttivo già avviato, mediante cambiamenti di tecniche, attrezzature o software, tendenti a diminuire il costo unitario di produzione e ad aumentare la capacità produttiva; sviluppo di modelli innovativi aziendali di organizzazione del lavoro, mediante l’acquisto di nuova strumentazione tecnologica o il supporto all’adozione di un piano di smart working, servizi di consulenza (ma serve una perizia giurata) utilizzati esclusivamente ai fini della realizzazione del progetto di investimento. È possibile richiedere contributi specifici per sostenere e recuperare le spese e gli investimenti derivanti dalla pandemia.
I TEMPI. Il nuovo avviso (per ora sul sito della Regione) sarà pubblicato sul Bura di mercoledì 1° luglio. Dal giorno seguente sarà possibile candidare i progetti fino all’11 luglio prossimo, «per arrivare in tempi brevi alla concessione dei finanziamenti», sottolinea Mauro Febbo, assessore alle Attività produttive. «L’attuale dotazione finanziaria, su questa misura, è pari a 5 milioni 600mila euro», aggiunge Febbo, «attraverso l’anticipazione dei fondi della nuova programmazione del Fesr 2021-27, che avverrà entro tre mesi, la dotazione finanziaria sarà portata a 12-15 milioni di euro».
QUALE CONTRIBUTO. Le agevolazioni saranno concesse nella forma di un contributo in conto capitale sulla spesa ammissibile. Il progetto proposto dovrà prevedere, a pena d’esclusione, una spesa minima (Iva esclusa) pari a 25mila euro. Tale livello minimo di spesa dovrà essere comunque rispettato anche nel caso di eventuale riduzione dell’investimento in sede di rendicontazione. In caso di contributo in de minimis, il contributo concedibile è calcolato in riferimento all’ammontare delle spese ritenute ammissibili, considerate al netto dell’Iva e di ogni altro onere accessorio e finanziario, se detraibili, e non può essere superiore a 200mila euro, nel rispetto della regolamentazione europea prevista per il regime de minimis. In relazione all’investimento realizzato, l’intensità massima di aiuto concedibile è pari al 70%. La richiesta, da parte del beneficiario, di un’intensità di aiuto inferiore al 70%, e quindi di un apporto di cofinanziamento privato superiore al 30%, costituisce attribuzione di punteggio in sede di valutazione della proposta.
COSÌ LA DOMANDA. La candidatura va presentata alla Regione Abruzzo (Servizio competitività e attrazione degli investimenti) su un’apposita piattaforma informatica all’indirizzo http://app.regione.abruzzo.it/avvisipubblici/. Va compilato l’apposito modulo e vanno inviati i documenti richiesti: domanda di ammissione al finanziamento, in regola con le disposizioni normative di imposta di bollo; proposta progettuale; piano economico della proposta progettuale; dichiarazioni; foglio riepilogativo del Libro unico del lavoro ove risulti l’iscrizione di tutti i lavoratori assunti alla data del 31 dicembre 2019; preventivi dettagliati emessi dai fornitori per le spese.
Un’apposita commissione assegnerà i punteggi prestabiliti e stilerà la graduatoria.
L’ALTRA MISURA. Questa azione, come precisato dalla Regione, anticipa l’imminente pubblicazione della misura 3.5.1.
Si tratta di altri interventi di supporto alla nascita di nuove imprese sia attraverso incentivi diretti, sia con l’offerta di servizi, sia mediante interventi di micro finanza. Interventi che andranno ad aggiungersi alla legge Cura Abruzzo voluta per far ripartire l’economia regionale.
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