Migranti sbarcati a Ortona: «Finalmente siamo a terra, per noi è finito un incubo»

26 Febbraio 2023

I 40 profughi distribuiti in diverse strutture. Tutti hanno ricevuto pasti caldi e abiti Le due mamme di figli piccoli ricoverate precauzionalmente in ospedale a Pescara

ORTONA. Stremati e spaventati. Ma salvi. Una ragazza, toccato terra, ha pianto. «Finalmente a terra, è finito un incubo», il suo sfogo liberatorio. Sono sbarcati intorno alla mezzanotte di ieri i 40 migranti che da quattro giorni navigavano verso il porto di Ortona a bordo della Aita Mari, imbarcazione della Ong basca Salvamento Maritimo che li aveva soccorsi a largo di Lampedusa martedì scorso. Il prefetto aveva attivato tutte le procedure di accoglienza già nelle settimane scorse, individuate e concordate con la Capitaneria di porto, proprio in vista di un ipotetico sbarco. Il tutto è stato coordinato in loco dal viceprefetto Gianluca Braga, dirigente dell’area immigrazione della prefettura, supportato dalle due funzionarie Bellinello e Massari.
I migranti nelle
quattro province
Le operazioni sono terminate intorno alle 8 di ieri mattina, quando i migranti sono stati fatti salire sui pullman messi a disposizione dai gestori dei centri di accoglienza dove sono stati ospitati, e ripartiti tra le 4 province abruzzesi. Nel dettaglio all’Aquila sono stati trasferiti 7 uomini, a Teramo ospitate 7 donne, mentre Pescara ha accolto i nuclei familiari composti da 2 uomini, una donna e una ragazza minorenne. Le due mamme con i bambini piccoli, assegnate alla provincia di Pescara, sono state trasferite, a scopo precauzionale, in ospedale. I minori non accompagnati sono stati accolti presso le strutture Sai dedicate, 7 in provincia di Chieti e 4 in quella di Pescara. Otto i migranti assegnati al Cas di Collalto a Penne: sono 5 maggiorenni e tre minori (di 7 e 24 mesi e 15 anni). Un cordone di umanità che ha funzionato senza inciampi. Soddisfatto dell’esito delle operazioni il viceprefetto Braga: «Avevamo ipotizzato l’evento e studiato tutto nei minimi particolari, possiamo dire che il coordinamento di tutte le forze in campo ha portato un risultato eccellente». Tutti gli stranieri soccorsi nella notte provengono dalla Guinea Conakry, eccetto un cittadino del Mali e uno della Sierra Leone.
Le procedure sanitarie
All’atto dell’attracco della Aita Mari sulla banchina di riva, prima dello sbarco, i migranti soccorsi sono stati sottoposti a un primo check e screening sanitario, da parte del personale medico Usmaf salito a bordo, all’esito del quale sono stati fatti sbarcare, dando priorità a infermi e minori, e accolti in un punto ristoro dal personale della Croce rossa italiana, che ha provveduto a consegnare beni di prima necessità e generi di conforto. Un’organizzazione che ha funzionato perfettamente, e ha fatto sì che i migranti non fossero semplicemente accolti ma ospitati: sono stati visitati, identificati e hanno ricevuto pasti caldi, abiti puliti e anche prodotti per la prima infanzia destinati ai due neonati. Inoltre, nessun caso Covid rilevato: tutti negativi i test eseguiti al momento dell’arrivo. Le condizioni di salute complessive sono apparse buone ai controlli effettuati dall’équipe del 118 nella Postazione medica avanzata, dove è avvenuta la valutazione sanitaria una volta lasciata la nave. Tutte le attività sanitarie da parte della Asl sono state coordinate dal direttore Angelo Muraglia, presente in porto insieme a Emidio Rosati, responsabile dell’assistenza ai migranti, Ivana Cataldo, direttore del laboratorio analisi, Michele Cozza, coordinatore infermieristico dell’emergenza, e il pediatra Lucio Ceglie.
Il sindaco Castiglione
soddisfatto
Completate le procedure di identificazione, i migranti hanno atteso il trasferimento presso le strutture di accoglienza, Cas o Centri di accoglienza del circuito Sai, nell’area appositamente allestita, con sedute e brandine, e dotata di una cortina a garanzia della privacy degli stessi. «Abbiamo gestito questa emergenza con la massima efficienza», ha detto il sindaco Leo Castiglione, «per il centro operativo comunale è stata un’altra prova superata nel migliore dei modi ogni settore è stato coinvolto in questa operazione».
I ringraziamenti
del prefetto
Imponente, dunque, il dispiegamento di uomini e mezzi che il prefetto Mario Della Cioppa ha ringraziato uno ad uno. Dalla Capitaneria di porto e l’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, i sanitari Asl-118, l’agenzia regionale di Protezione Civile, il sindaco ed il Comune di Ortona, i volontari di protezione civile e della Croce Rossa Italiana, il personale Usmaf, la questura, il Roan della guardia di finanza, i vigili del fuoco, l’Unhcr, le forze di polizia. A mostrare la sua solidarietà ai migranti giunti in porto anche il sindacato Usb e la Ong Mediterranea saving humans, presenti con striscioni all’ingresso dell’area portuale.
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