Minacce al bar Berardo trovato l’uomo armato
La Polfer ha identificato il marocchino che si è presentato nel locale con la pistola Un testimone lo ha visto in stazione e lo ha riconosciuto dopo aver letto “il Centro”
PESCARA. E’ un marocchino di 39 anni, che vive a Montesilvano in un accampamento, l’uomo che il 17 giugno si è presentato al bar Berardo di Pescara e ha terrorizzato i presenti, impugnando una pistola. Lo ha identificato il personale della polizia ferroviaria, diretto da Davide Zaccone, dopo aver scoperto che quel giorno l’uomo (Z.A.M. le iniziali del nome) si è reso protagonista di due sceneggiate simili a distanza di un paio di ore, la prima davanti alla stazione e la seconda a pochi passi dal bar.
Nei pressi di Berardo, verso le 14.30, ha infastidito due ragazzine che stavano parcheggiando le bici e quando il papà di una delle due è intervenuto per capire cosa stesse accadendo lui ha cominciato ad inveire, è entrato nel gazebo di Berardo e ha estratto la pistola, dicendo a tutti di uscire.
Dopo alcuni momenti di panico, è stato lui stesso ad allontanarsi in sella alla sua bici e ha fatto perdere le tracce, mentre dal locale è partita una richiesta di intervento alle forze dell’ordine. Mentre urlava ha svelato di essere un marocchino e questo dettaglio si è aggiunto alla descrizione di chi lo ha visto da vicino in quei minuti .
Avendo letto sul “Centro” dell’episodio che si era verificato da Berardo, una persona che lavora in stazione si è rivolta alla Polfer e ha segnalato che sempre il 17 giugno, alle 12.40 circa, un episodio non molto diverso è avvenuto proprio davanti alle porte di ingresso della struttura ferroviaria, aggiungendo che lo straniero sembrava lo stesso. Anche in stazione l’uomo avrebbe tirato fuori la pistola ma non avrebbe creato particolare preoccupazione, essendo palese che si trattasse solo di un giocattolo. La Polfer ha avviato le indagini e isolato le immagini riprese in quel punto dal sistema di videosorveglianza e in questo modo è stato possibile risalire al marocchino, che risultava in compagnia di una donna (nelle registrazioni la pistola non compare). Grazie a questa donna, conosciuta dalla Polfer, gli investigatori sono riusciti a identificare il 39enne, anche lui volto noto in stazione, e sono risaliti al tugurio dove vive a Montesilvano. E’ stato riconosciuto sia da uno degli addetti del bar Berardo sia dall’uomo che per primo è stato aggredito verbalmente dal marocchino, il padre di una delle due ragazzine, che poi ha sporto denuncia. Gli agenti della Polfer hanno rintracciato la pistola tra gli oggetti del marocchino e lo hanno denunciato per minacce e molestie. E’ stato anche segnalato perché non ha ottemperato all’obbligo di firma a cui è sottoposto e nei suoi confronti esiste un’espulsione che il personale della questura non ha potuto eseguire per via del provvedimento, emesso in Toscana, che gli impone la firma.
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